ROME, ITALY - JANUARY 24: Parliamentarians cast their ballot during the first round for the election of the new Italian President at the Chamber of Deputies, on January 24, 2022 in Rome, Italy. The Italian parliament will convene on January 24 to begin voting for a new head of state to replace the outgoing Sergio Mattarella. (Photo by Antonio Masiello/Getty Images)
Il Borghese
EDITORIALE DEL GIORNO

Una politica da Gattopardo

Tutto è come prima, ma nulla è come prima. Parole tratte dal Gattopardo di Tomasi di Lampedusa e fatte proprie anche da Matteo Renzi che tuttavia bene descrivono la situazione politica del nostro Paese. A Roma come a Torino. E se il premier Mario Draghi che di fatto esce rafforzato dal caos quirinalizio, non pare disposto a chinare il capo di fronte ad eventuali richieste di rimpasti nel suo governo, altrove lo sconquasso di queste settimane può indurre a giri di valzer soprattutto nelle regioni a guida centrodestra, come a casa nostra. Salvini non riuscirà probabilmente a scalzare la ministra Lamorgese per sostituirla con un prefetto amico, né potrà depotenziare Giorgetti, ormai suo rivale dichiarato. Ma a Palazzo Lascaris gli alleati del governatore Alberto Cirio, che pure ha lavorato bene in questi anni di pandemia, scalpitano. Specie Fratelli d’Italia, mentre la Lega finge che non sia capitato nulla e si aggrappa ai numeri dei consiglieri eletti. Forza Italia e il Pd, qui come a Roma, saranno filo governativi. Con Draghi poi non ci sarà assolutamente nessuna belligeranza. Ma vediamo come va in Piemonte o meglio a Torino.

Qui il crack del centrodestra in Parlamento potrebbe diventare l’alibi perfetto per far saltare in Regione gli equilibri della maggioranza. Il matrimonio tra Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia in Piemonte è in crisi da anni, per usare un eufemismo, e ora c’è la scusa per ritirare in ballo vecchie questioni. In altri termini, tira aria di rimpasto. Il governatore Alberto Cirio si guarda bene dal parlarne, anzi, a una domanda diretta, ieri mattina durante la presentazione dell’hub pediatrico dell’Humanitas, su eventuali problemi interni alla sua maggioranza pare in imbarazzo e quasi cerca l’appoggio del sindaco Stefano Lo Russo che gli sta accanto. L’altro, a mezza bocca, dice solo: «Tu hai i tuoi problemi e io ho i miei». E poi aggiunge: «Questa fase della vita del Paese e, azzardo, anche della Regione, la superiamo solo se lavoriamo bene insieme». Alla fine anche Cirio, sollecitato dai cronisti, prova a gettare acqua sul fuoco: «Abbiamo siglato un patto solenne e siamo determinati a rispettare il mandato degli elettori». Rispetto che tuttavia non esclude il rimpasto, o almeno qualche cambio di casacca, come vorrebbe Fratelli d’Italia. «Noi siamo pronti a dare una mano per fare le cose meglio – spiega il coordinatore regionale di Fratelli d’Italia Fabrizio Comba -. Abbiamo assessori di qualità, come Maurizio Marrone, che hanno deleghe leggerissime e che potrebbero dare un grande contributo alla squadra. La nostra non è una pretesa, ma una proposta di aiuto, essendo probabilmente il primo partito». La lotta è aperta tra gli alleati anche per la vicepresidenza del consiglio regionale, oggi occupata d al l’azzurro Francesco Graglia. «Non è la Lega che può cedere delle posizioni – mette in chiaro il capogruppo, Alberto Preioni, e non siamo disposti a subire attacchi. Siamo consci dei nostri numeri, ma se Forza Italia e Fdi vogliono fare degli scambi interni facciano pure». Il rimpasto dunque all’orizzonte c’è: i Meloniani sono pronti a sfruttare il vantaggio offerto dalla figuraccia romana, la Lega difende ciò che è rimasto. E il partito del Cavaliere? «Distinguiamo il livello nazionale da quello regionale – avverte il coordinatore azzurro Paolo Zangrillo -. Abbiamo vissuto in modo sofferto la situazione nazionale, ma in tantissime regioni governiamo insieme e in modo adeguato. I nostri alleati si sono mostrati coesi e non ci sono tensioni tali da mettere in discussione la squadra». Sulla stessa linea anche l’assessore al Bilancio Andrea Tronzano che rimarca l’importanza della figura di Berlusconi: «Il Cavaliere sarebbe stata la persona giusta. Non è stato purtroppo così». Diplomazia a parte, negare lo strappo è difficile. E lo dice chiaramente l’onorevole di Fdi Augusta Montaruli: «Lega e Forza Italia hanno scelto l’alleanza con Draghi. Noi no».

beppe.fossati@cronacaqui.it

Condividi sui social:

Scopri inoltre...

Giubileo - Casa funeraria
Precedente
Successivo
Precedente
Successivo