Conte
Il Borghese

Una guerra contro il tempo

Una guerra contro il tempo per arginare il rischio di contagio del coronavirus. Il primo passo lo ha fatto il governo dichiarando lo stato di emergenza sanitaria per i prossimi sei mesi, provvedimento mai adottato nella storia del nostro Paese. Lo Stato entra di forza nella strategia per il contenimento del virus, stanzia 5 milioni di euro per le prime necessità e svincola gli enti locali dalla burocrazia che può rallentare l’acquisto di mezzi adatti al trasporto di persone che potrebbero aver contratto l’infezione, assunzione di medici e infermieri, l’acquisto di farmaci e quanto altro necessario al contrasto delle infezioni.

Da capire se vi sarà una cabina di regia sotto l’egida del commissario straordinario nominato per coordinare gli interventi su scala nazionale. Un passo che da un lato conforta e dall’altro fa capire che non si può perdere neppure un minuto nell’intento di fronteggiare la diffusione del coronavirus. In questa direzione va interpretata la decisione di bloccare i collegamenti aerei con la Cina, mentre si sta cercando di censire il flusso di turisti cinesi in visita in Italia.

Due casi a Roma, altri, per ora solo sospetti, un po’ ovunque. Due manager di ritorno dall’oriente ricoverati a Torino, una bimba con febbre fortissima per ora isolata in una camera d’albergo ad Aosta. Decine di persone a rischio rintracciate e poste sotto osservazione e un’allerta a tutte le strutture sanitarie.

Conforta il fatto che a Torino vi sia l’Amedeo di Savoia, il centro di eccellenza che ha fronteggiato in passato gravi emergenza e che da ieri ha di fatto precettato 14 tra i migliori infettivologi italiani ed è il centro di riferimento per tutto il Piemonte. Un conforto che tuttavia non spegne la paura e induce alla prudenza nei contatti personali.

fossati@cronacaqui.it

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