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Il Borghese

Una fusione con le forbici

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Oggi alle 14, davanti alla Porta 2 di corso Tazzoli, nell’ex Fiat Mirafiori, permettetemi l’amarcord, i sindacati tornano a volantinare. Come in passato quando si avvertiva puzza di bruciato sulle iniziative del Gruppo. Un foglietto di carta che ha un titolo che fa riflettere: «Riorganizzare non significa ridurre occupazione e servizi» ma soprattutto fotografa l’inizio di questa nuova epoca dopo la fusione con il francesi di Peugeot segnata dai colpi di forbice. E non solo con duecento precari già rimandati a casa, ma anche con i cuochi e gli inservienti delle mense e gli addetti alle pulizie delle ditte sotto appalto. Campanelli d’allarme. Che aggiungono sale sulle ferite della cassa integrazione e dei tagli alle linee produttive della 500 elettrica. Un quadro che va chiarito nei prossimi incontri con i dirigenti del Gruppo già fissati a cominciare da questo giovedì. L’aria è comunque gelida e forse la preoccupazione discende anche da quanto traspare da uno dei siti di offerta lavoro (Linkedin) su cui Stellantis nell’ultimo mese ha inserito centinaia di annunci. Oltre 700, peccato che sono una manciata sia rivolta all’Italia e solo due a Torino. Il resto riguarda la Germania, l’In – dia, la Cina e soprattutto la Francia dove Peugeot ha la sua roccaforte. A leggere i numeri i 476 dei cugini contro i due di casa nostra potrebbero dimostrare come la fusione sia tutt’altro che paritaria. Ma la preoccupazione cresce quando si va a spulciare la tipologia delle professionalità ricercate: esperti in cybernetica, ingegneri specializzati in componentistica e soluzioni innovative per le batterie, manager per la logistica e il marketing. Ossia i cervelli dell’autotive del futuro. Figure che non mancano nel nostro Politecnico, ma per ora non vengono considerate. Un altro campanello d’allarme in questa Torino che pare davvero una periferia dell’impero. E fa temere che a migrare questa volta possano essere persino gli ingegneri.

beppe.fossati@cronacaqui.it

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