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Una credenza dura a morire

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Ci credete alle streghe? Fino al ‘700 venivano uccise da cattolici e protestanti, persino oltreoceano: a Salem nel Massachusetts ne vennero impiccate 36 dal 1647 al 1692. Ma le vere responsabili di queste stragi non erano le chiese, anche se esse tendevano a favorirle per ribadire la propria autorità. In Svizzera ci sono molti musei delle streghe, con gli strumenti di tortura e i verbali dei processi, dai quali risulta che a processarle, torturarle e decapitarle erano dei laici. Stupisce che la quasi totalità delle condannate fosse donna. Rarissimi gli stregoni. Viene quasi naturale pensare alla proverbiale perfidia delle femmine, che in quanto prive dell’arma della forza e quindi della violenza diretta hanno coltivato da sempre, per difendersi e per offendere, le armi indirette del pettegolezzo, dell’invidia e della maldicenza. Bastava un nulla a innescare il meccanismo perverso che portava al rogo o al ceppo. Bastava che una donna chiacchierata per le sue abitudini anticonformiste, magari rossa di capelli o troppo bella (e quindi invidiata), o colpevole di sottrarre l’osso alle cagnette del paese accarezzasse un bimbo per strada e la creatura il giorno dopo si ammalasse. Subito partiva il pissibao: “anche alla tale è successo lo stesso, e la talaltra ha perso il latte dopo averla guardata negli occhi…” Dopo un po’ di accuse partiva il processo. La confessione veniva ovviamente estorta con la tortura, e la mannaia si abbatteva su quel collo innocente. No, Dio non c’entra. Casomai la Chiesa, ma solo come istituzione voluta da noi uomini per questioni di potere, e quindi intrisa della nostra malvagità. È il nostro lato oscuro che ha bisogno di credere alle streghe.

collino@cronacaqui.it

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