20/05/2018 Roma, stadio Olimpico, campionato di calcio serie A 2017-18, Lazio-Inter, nella foto l'arbitro consulta la VAR e non concede il calcio di rigore
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LE NUOVE REGOLE

Un Superteam al Var. E dal mondiale arriva l’offside automatico

Difficile spiegarlo ai tifosi del Toro che hanno ben impresso in mento quel contatto Belotti-Ranocchia, uno degli episodi più eclatanti nell’ultima stagione, ma dati alla mano la Var ha funzionato. Garantiscono gli arbitri, e chi se no? Ma garantiscono anche di non essere infallibile i per questo la prossima Serie A sarà un po’ diversa.

Impossibile modificare l’utilizzo delle chiamate, ma migliorare la qualità del dialogo tra arbitri in campo e “varisti” al video è possibile. Anche perché, come ha spiegato il designatore della Serie A e B Gianluca Rocchi «se l’arbitro impegnato come Var, si porta dietro l’atteggiamento che ha in campo, sbaglia».

E allora da agosto qualcosa è destinato a cambiare. L’idea è quella di far nascere una figura ad hoc, addetta esclusivamente al video e specializzata in quello. Un varista a tutti gli effetti e non un arbitro in attività o che ha appena smesso, addetto ad esaminare le immagini. In alcuni Paesi già lo stanno facendo con successo, garantendo anche un sistema di ranking per premiare i più bravi e per ora ha anche funzionato. In Italia ancora non esiste, ma dopo la nascita un anno fa della sala Var fissa a Lissone, sarà la seconda rivoluzione tangibile.

Quello che serve in assoluto però è uniformità di giudizio, anche per far tacere le (spesso sacrosante) critiche di addetti ai lavori e tifosi. Lo stesso genere di casi valutato in modo diverso, ma soprattutto con arbitri che vanno al video e altri che non si muovono proprio, con risultati diametralmente opposti. Non deve più succedere e, sempre in teoria, non succederà più già dal 13 agosto quando scatterà la nuova Serie A.

Per le altre modifiche però dovremo aspettare l’Ifab che intanto ha già deciso di far debuttare il fuorigioco semiautomatico al Mondiale in Qatar. Dalle 12 alle 18 telecamere piazzate espressamente ai bordi del campo, immagini con 50 fotogrammi al secondo e un programma basato sull’intelligenza artificiale che visione le immagini in 20 secondi, girandole poi alla sala Var, in modo da non avere più dubbi e discussioni. Sulla carte la madre di tutte le soluzioni, anche se a decidere sarà sempre un uomo. Toccherà a lui infatti stabilire se una posizione sia attiva o passiva e quindi se un’azione regolare o meno.

Non è passata all’Ifab invece almeno per ora l’idea di copiare quello che succede con successo in tantissimi altri sport, dal football al basket passando per la pallavolo. Oggi nessun allenatore di calcio ha la possibilità di chiedere all’arbitro di rivedere una sua decisione, giocandosi il challenge e c’è chi spinge perché continui ad essere così temendo che possa servire a chi è in difficoltà per spezzare il ritmo degli avversari e rifiatare. Invece presto dovrebbero cadere i veli sui dialoghi tra arbitri e Var in campo: è in arrivi un’app con le loro voci registrare in diretta, scaricabile ogni lunedì dai tifosi. In fondo anche questa è tecnologia che funziona.

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