L’oratorio di via Luserna festeggia un secolo di vita
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VIA LUSERNA DI RORA’

Un secolo di storia per l’oratorio San Paolo

Appuntamento l’8 dicembre con le celebrazioni organizzate dei salesiani

«L’educazione è cosa di cuore». Questa una delle frasi che don Bosco, il fondatore dei salesiani, era solito ripetere a coloro che un giorno avrebbero seguito il suo esempio. Parole che gli educatori di oggi ben ricordano e l’oratorio San Paolo mette in pratica, ogni giorno, da ben cento anni. Sì, perché il centro d’incontro di via Luserna di Rorà 16, il cui nome deriva appunto dal quartiere Borgo San Paolo – anche se oggi l’esatta ubicazione corrisponderebbe a Cenisia – ha visto i suoi natali proprio nel 1918.

In quel tempo, l’Italia stava uscendo dal primo conflitto mondiale e gli allora fondatori dell’opera riuscivano, con successo, a inserirsi in un contesto difficile e persino anticlericale in uno dei quartieri più popolosi del capoluogo piemontese. Da quel momento, il centro d’incontro è cresciuto e ha iniziato ad accogliere giovani, cercando sempre di rimanere fedele agli insegnamenti di don Bosco. Ancora oggi, in via Luserna sono centinaia i ragazzi che giocano nei cortili, partecipano a celebrazioni, feste, gite e tante altre iniziative. Sempre sotto il vigile sguardo dei loro educatori, per una “missione” che dura appunto da cento anni e per la quale sono già stati avviati i festeggiamenti secondo il leitmotiv #nessunoescluso. Un hashtag, questo, che testimonia il dovere di accogliere sempre tutti, a braccia aperte. Appuntamenti che l’opera salesiana ha avviato in collaborazione con la circoscrizione Tre. Domani, alle 17.30, presso la sala consiliare del centro civico di corso Peschiera 193 avverrà la presentazione del libro “Cento anni per un futuro – Emozioni di una nuova nascita”, a cura dell’autore don Onorino Pistellato.

Sabato, giorno dell’Immacolata, sarà invece la volta dei festeggiamenti solenni per il centenario. Si inizierà alle 10.30 con la messa, poi alle 11.30 la festa in cortile e gli interventi delle autorità. Infine, alle 12, il “cerchio mariano”, in ricordo dell’incontro – avvenuto il giorno dell’Immacolata del 1841 – tra don Bosco e Bartolomeo Garelli, uno dei tanti ragazzi sbandati della Torino di allora.

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