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VIA AOSTA

Un santuario sul marciapiede in ricordo del clochard Daniel

Fiori e candele in sua memoria. Deri: «Fatto il possibile per salvarlo»

Non era un clochard come tutti gli altri. Per i residenti di via Aosta, che avevano imparato a conoscerlo, era diventato una sorta di “vicino di casa”. Per questo motivo alla sua morte, avvenuta nel pomeriggio di mercoledì a causa di un infarto, in molti sono scesi in strada per capire cosa stesse succedendo. Da un lato bisogna sottolineare che il marciapiede, dove dormiva Daniel si era trasformato in una latrina. «Ma dall’altro – spiegano i residenti – noi avevamo fatto l’impossibile per segnalare questa problematica ai servizi sociali». La risposta l’hanno data ieri alcuni passanti che su quel marciapiede dove dormiva, davanti al parcheggio del supermarket, hanno depositato fiori, bustine e candele. Trasformando un angolo di via Aosta in un santuario. Un modo per far capire che «il quartiere è davvero dispiaciuto per questa notizia». E lo è anche la Circoscrizione 7 che negli anni si è battuta contro lo sgombero della tendopoli. Spingendo chi di dovere a occuparsi di quel senzatetto romeno che passava le giornate a bivaccare. E che negli ultimi tempi aveva dato pesanti segnali di “resa”, costringendo più volte l’ambulanza a intervenire. L’ultima volta solo pochi mesi fa quando qualcuno aveva già dato Daniel per morto, sotto materassi e coperte.

«Noi abbiamo fatto il possibile per salvarlo – spiegano il presidente della Sette, Luca Deri, e il vicepresidente, Ernesto Ausilio -. Attivandoci sin da subito per allertare l’amministrazione. La questione dei clochard è tutt’altro che semplice e nel nostro territorio i casi umani non mancano». Daniel, di fatto, è il terzo senzatetto del quartiere che perde la vita. Il caso più lontano nel tempo risale a 5-6 anni fa quando un clochard ubriaco, senza uma gamba, era caduto nella Dora. Perdendo la vita. Il secondo caso, più recente, nel maggio del 2015. Con un uomo trovato cadavere dentro un’auto, nel supermercato del Lidl di via Aosta. «Il prossimo sarò io» le parole pronunciate da Daniel all’indomani di quella tragica morte.

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