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Buonanotte

Un saluto alla palina

Nel settembre del 2005 persi la mia terza figlia, Maria Claudia, per un incidente stradale col motorino. Guidava col casco non allacciato in viale Thovez e urtò contro una palina a centro strada, sbattendo violentemente il capo sull’asfalto. Restò in coma per cinque giorni, poi staccarono le spine e donammo gli organi. Quella palina divenne per me una specie di altarino, dove misi la sua foto e portai fiori freschi tutti i giorni, per tredici anni. Poi l’anno scorso una macchina travolse e rovinò tutto.

La rifeci così com’era, foto e fiori. Dopo un mese un’altra macchina fece di nuovo tabula rasa.

Percepii come se Titti da lassù mi dicesse: «adesso basta, papà, stai tranquillo, sto bene».

Misi ancora la foto sulla nuova palina, ma dietro posai solo una pianta sempreverde. Ci andavo ogni tanto, non più tutti i giorni.

Oggi una voce gentile del Collegio Costruttori di Torino mi ha telefonato: «Buongiorno, sappiamo che lei è il padre della ragazza della palina in viale Thovez. Purtroppo lì è prevista una rotonda, e stiamo per iniziare i lavori. Desidera che spostiamo palina, foto e vaso più a monte, a valle, a lato, oppure che la togliamo definitivamente?». Ho di nuovo percepito il messaggio  «Adesso basta, papà, sto bene» e ho detto che la togliessero pure. Tanto ormai il suo posto, per sempre, è nel nostro cuore e in quello di chi l’ha conosciuta.

Ma mi sono commosso per il gesto dei costruttori. Potevano fregarsene, e invece mi hanno cercato, mi hanno trovato e mi hanno chiesto cosa fare. Dicono che i ricchi (e i costruttori in genere lo sono) hanno il cuore duro. Ma quello che mi hanno fatto dimostra il contrario. Grazie. Grazie davvero.

collino@cronacaqui.it

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