Rothko
Eventi
SPAZIO ERSEL

Un Rothko milionario per attirare il pubblico delle Nitto Atp Finals

La sede di piazza Solferino propone fino al 26 novembre “Forever Green”. L’opera dell’artista americano proviene da una collezione privata di un anonimo torinese

All’asta di Christie’s del maggio scorso la tela dipinta da Rothko sui toni del blu nel 1970, anno della sua morte, è stato battuto all’asta per 33 milioni di dollari. Del resto, nel 2021 il suo “Orange, red, yellow”, sempre alla Christie’s di New York, era stato venduto a 86,9 milioni di dollari, il prezzo più alto raggiunto all’epoca da un’opera d’arte contemporanea a un’asta. Di questo gigante della creatività dei giorni nostri, la cui fama esplose nei primi anni del 2000, è ora visibile nello spazio Ersel di piazza Solferino un altro capolavoro: è un olio su carta intelata, sui toni del verde. L’opera, “Untitled”, proveniente addirittura da una collezione privata torinese, il suo valore è ancora a sei zeri, ed è stata realizzata dall’artista statunitense nel 1964 ed è il pezzo forte della mostra “Forever Green – Rothko&Friends” curata da Chiara Massimello, in collaborazione con la galleria Robilant + Voena, che si è inaugurata ieri (rimarrà allestita fino al 26 novembre prossimo) nell’area espositiva del gruppo finanziario torinese. La mostra sul tema del “verde” completa la trilogia iniziata col “bianco” nel 2016 e proseguita con il “rosso” nel 2018. Una mostra che Ersel, specialista nella gestione dei patrimoni, ha ideato in occasione di Artissima e in particolare delle Atp Finals, anche come “omaggio” ai suoi clienti che verranno a vederle. Perché se il tennis, come ha detto il fotografo inglese Martin Parr, di cui ieri si è aperta la grande mostra a Camera, è «abiti firmati e champagne», in questo caso è anche cultura e dà l’opportunità al pubblico di fruire di autentiche chicche, rigorosamente, super costose. «Non è facile vedere un Rothko a Torino» assicurano gli organizzatori . Quello di Rothko, infatti, è un pezzo forte tra altri pezzi forte: Lucio Fontana, presente con “Concetto spaziale” del 1966, Mimmo Rotella e le sue “Duex bouteilles”, Maurizio Cattelan con “Il Bel Paese”, Pelizza da Volpedo, Mario Merz, Mario Schifano, Giulio Boetto, Luigi Mainolfi, Aldo Mondino, Hendrik Frans van Lint, Giulia Crespi, con opere che vanno dal Seicento al XXI secolo, in un intreccio tra antico moderno e contemporaneo.

«Il nostro obiettivo – spiega la curatrice – è di mostrare come un quadro seicentesco possa essere felicemente accostato ad un’opera di Schifano o come un paesaggio ottocentesco dialoghi perfettamente con un’opera di Fontana». Comune denominatore dei lavori è quel verde che, afferma Paola Giubergia, responsabile relazioni esterne di Ersel, «ci fa pensare a Torino e a un momento di rinascita, esprime un senso di positività ed energia». Un verde poco usato nella pittura antica a causa della tossicità dell’arsenico e «per questo – sottolinea Paolo Bonacina della galleria Robilant + Voena – non è stato facile trovare dei quadri del Seicento in cui fosse presente il colore». Aperta nei giorni feriali, la mostra, ad ingresso libero, sarà visitabile anche sabato e domenica in occasione di Artissima e delle Atp Finals.

Condividi sui social:

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp

Scopri inoltre...

Precedente
Successivo
Precedente
Successivo