progetto muschio
Cronaca
PRAGELATO

Un progetto da 100 milioni ”minacciato” da un muschio

A rischio il recupero delle borgate di Laval e Joussaud in Val Troncea

Chi si reca oggi nelle borgate di Laval e Joussaud a Pragelato è accolto da cumuli di macerie, assi di legno, ferro completamente abbandonato, in seguito all’esodo di residenti risalente a decenni fa. Non esattamente un’ottima vetrina per una località turistica di alta montagna come Pragelato e per la Val Troncea. Per questo il sindaco Giorgio Merlo e il vicesindaco Mauro Maurino intendono avviare un progetto per far ripartire queste borgate, abbandonate da decenni, e ridare loro il giusto “look”.

«Abbiamo illustrato in un dibattito pubblico i dettagli tecnici del progetto di riqualificazione e rilancio. Si tratta di un investimento privato dove il Comune, con molti altri enti e soggetti coinvolti nel processo autorizzativo, ha solo il compito di far rispettare rigorosamente tutte le normative legislative, paesaggistiche ed ambientali, necessarie per far decollare il tutto». Si parla già di un investimento privato pari solo a quello del Club Med per volume finanziario, circa 100 milioni di euro. Un volano di sviluppo per l’intero comparto della Via Lattea che prevede una sorta di albergo diffuso le cui progettualità sono seguite dalla Brama Costruzioni Srl diretta dall’irlandese Denis Heaney.

Condiviso e anzi pensato proprio dalla stessa Unione Montana Comuni Olimpici Via Lattea e può avere importanti ricadute per il territorio. «Non solo per la significativa attrattività turistica ma anche, e soprattutto, per nuovi e futuri occupati». Gli amministratori infatti prevedono circa quaranta posti di lavoro stabili e per la costruzione dell’intero villaggio si calcolano oltre 110 dipendenti per un periodo dagli 8 ai 10 anni.

L’idea è quella di costruire un sorta di albergo diffuso, riqualificando il patrimonio già presente, quattro case in una borgata e diciotto nell’altra, per arrivare ad avere più di duecento posti letto. Il tutto a poca distanza dal parco naturale Alpi Cozie, che ha proprio sollevato alcune osservazioni, generando subito uno stop al progetto. Tra le questioni evidenziati anche quella dei muschi presenti lungo il percorso che attraversa le borgate e la potabilizzazione dell’acqua.

«Sarebbe devastante se, di fronte ad un investimento del genere di un progetto con potenziali e positive ricadute per un intero territorio, dovesse saltare il tutto per ragioni riconducibili esclusivamente a motivazioni ideologiche o fondamentaliste. Ognuno, comunque sia, alla fine del processo autorizzativo si assumerà le proprie responsabilità di fronte ai pragelatesi e a quella fetta di opinione pubblica che ama la montagna e le nostre valli» hanno tuttavia ribadito i due amministratori.

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