Covid, 16.062 persone hanno ricevuto il vaccino oggi in Piemonte. A 9.153 è stata somministrata la seconda dose
Salute
IL CASO

Un milione di vaccini antinfluenzali. Arriva anche lo “spray” per neonati

La Regione ha ordinato cinque farmaci diversi per la campagna stagionale prevista entro ottobre

Sulla data di inizio della campagna vaccinale contro l’influenza stagionale, mentre ancora si rincorrono gli indecisi a proteggersi contro il Covid, nessuno in assessorato alla Sanità vuole sbilanciarsi. «Si dovrebbe partire in autunno, il periodo è quello di ottobre solitamente» si limitano a confermare mentre si definiscono gli ultimi dettagli di un Piano antinfluenzale che quest’anno, con il rischio di un combinato con la variante Delta del Coronavirus, sarà molto più dettagliato a partire dalle misure di prevenzione da mettere in campo fin da subito nelle Asl. Non solo, perché oltre ad aver “opzionato” oltre 1,1 milione di dosi la Regione ha scelto di preparare le armi su più fronti e con più farmaci, privilegiando la divisione per fasce d’età. Contemplando tanto quelli più efficaci per gli anziani e i fragili, quanto quelli a minore impatto e somministrati per via nasale ai più piccoli. Cinque, nello specifico, i farmaci che si attendono nei magazzini delle Asl. Il Fluad Tetra, un quadrivalente a partire da 65 anni; Fluarix Tetra e Vaxigrip Tetra, preparati con virus frammentati inattivati soggetti di età pari o superiore a 6 mesi; Fluenz Tetra, vaccino a spray nasale che potrà essere utilizzato con i bambini da 6 mesi a 8 anni compiuti se mai vaccinati in precedenza, con due somministrazioni a distanza di almeno quattro settimane; Efluelda, vaccino quadrivalente ad alto dosaggio indicato per i soggetti di età pari o superiore a 60 anni. A convincere la Regione a partire in anticipo con le gare, nonostante resti ancora un’incognita quanto durerà l’attesa per le consegne dei primi farmaci, sono stati anche gli esiti della copertura vaccinale e in particolare degli ultrasessantacinquenni, che è passata dal 46,94% del 2015 al 49% del 2016. Poi al 47,86 nel 2017, al 49% nel 2018, fino al 50,97 del 2019 e il 62,14% del 2020. Una ulteriore preoccupazione, però, non arriva soltanto dai cambiamenti che ha avuto la pandemia di Covid negli ultimi mesi, ma anche dalle possibili mutazioni dell’altro virus influenzale per cui, proprio per evitare un assalto ai pronto soccorso, sono in fase di avvio delle campagne informative mirate nelle Aziende sanitarie locali, per prevenire e informare sulla profilassi stagionale. Ma anche con i comportamenti più adeguati da mantenere per evitare di contagiarsi. Su precisa richiesta del ministero della Salute, poi, ogni Regione dovrà prevedere nel proprio “PanFlu” azioni preventive per rafforzare laboratori, accessi e reparti di prima emergenza, dipartimenti di Medicina negli ospedali. Così da avere una pronta risposta ad un’eventuale ondata influenzale che, con l’arrivo dell’autunno, potrebbe mettere a dura prova le strutture sanitarie insieme con la crescita dei casi portati dalla variante Delta. Lo scenario dei prossimi mesi non sembra, infatti, dei più rosei. L’effetto di entrambe le influenze, su un sistema sanitario già provato da oltre un anno e mezzo di pandemia, potrebbe mettere a dura prova la possibilità di sconfiggerle prima di rimpiere nuovamente gli ospedali. Scongiurando scenari peggiori.

Condividi sui social:

Scopri inoltre...

Precedente
Successivo
Precedente
Successivo