Un messaggio al governo

Tremila imprenditori si danno appuntamento a Torino per dire si alla Tav

L’Italia che produce vuole la Tav! La Torino-Lione diventa una bandiera da sventolare con forza per chi chiede un segnale forte sulle grandi e piccole infrastrutture, sui lavori fermi, sulle imprese in pericolo. E soprattutto chiede un impegno sulla crescita. L’urlo arriva dalle Ogr, Officine Grandi Riparazioni, che diventano il teatro di questo straordinario agglomerato di industriali, artigiani, commercianti, cooperative. Tremila delegati in sala, dodici associazioni che rappresentano il 65 per cento del nostro Pil. La stoffa buona per rifare l’abito nuovo al Paese. E un messaggio chiaro al Governo: «La politica è una cosa troppo importante per lasciarla fare solo ai politici». Mai vista, a memoria di cronista, una concentrazione simile di imprese, anche concorrenti, unite da un unico obiettivo, uscire da una nebbia pericolosa e da un immobilismo che può portare alla recessione. «Se siamo qui – dice lapidario il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia – è perché la nostra pazienza è quasi al limite». Torino, accantonato l’affronto olimpico, diventa cassa di risonanza nazionale della protesta e puntualizza ancora una volta, dopo il sabato dell’orgoglio in piazza contro la politica del no, che la Torino-Lione non è un fatto locale, ma una questione nazionale. Con almeno 9 miliardi di ricadute positive per l’effetto Tav. Dunque un problema dell’intero Paese perché la Penisola è costellata di lavori bloccati che non puniscono solo le imprese ma tutti coloro che operano sui territori. A cominciare dalla Valle di Susa. E’ il giorno del sì. Sì a un’Italia che sa guardare al proprio futuro.

fossati@cronacaqui.it

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