THRILLER SCANDINAVO

Un killer che tortura a morte i criminali ma bisogna scegliere da che parte stare

Il particolare “Victims” di Bo Svernström

Per tutta la prima parte “Victims” (Longanesi, 19,60 euro; ebook 9,99 euro) di Bo Svernström è un classico thriller nordico: abbiamo un commissario cinquantenne divorziato con una figlia che non lo sopporta e con una squadra variegata (la giovane poliziotta intraprendente ma dal passato triste, l’ex delinquentello divenuto soldato e poi poliziotto sempre infuriato con il mondo), un criminologo dal pessimo carattere, una affascinante medico legale, una serie atroce di delitti. Ma dopo, quando la narrazione passa dalla terza alla prima persona, allora sarà il momento in cui ci si sentirà tentati di fare una autentica “scelta di campo”.

Già perché all’inizio il criminale ci parla “fuori campo”, ricordando il suo passato e ancora non sappiamo se è uomo o donna. Vediamo bene i suoi delitti, intanto. A cominciare da un delinquente che viene trovato crocifisso, torturato, praticamente spacciato in un fienile a nord di Stoccolma: il commissario Carl Edson e la sua squadra si preparano per una indagine per omicidio, se non fosse che il martoriato corpo riprende inaspettatamente vita. Per poi finire l’agonia in maniera imprevista in ospedale. Ma non sarà altro che l’inizio… Nuovi cadaveri spuntano fuori in maniera incontrollata, ciascuno di loro ha dietro una storia di piccoli o grandi reati, un uomo con una donna torturata a morte in una vasca da bagno sfugge alla polizia in maniera rocambolesca, ma sarà davvero lui il killer che tutti cercando? E queste vittime che cosa hanno in comune? Cosa significa quella gomma da masticare alla nicotina che viene lasciata sulle scene del delitto?

La cronaca segue questi casi nella persona di Alexandra Bengtsson, una giornalista separata e madre di una adolescente, che sembra particolarmente presa al centro delle indagini e con una marcia in più rispetto ai colleghi. È lei a trovare un mazzo di chiavi che guida gli investigatori da un cadavere all’altro, è lei ad avere un filo diretto con il commissario. Insomma tutto sembra procedere come da routine del thriller nordico, anzi per certi versi non è una narrazione che in questa prima parte colpisce né per la complessità dei personaggi né per la particolare efferatezza dei crimini, essendoci abituati nel corso degli anni alle tinte truci del mondo scandinavo. Ma quando si arriva alla seconda parte, e si volta pagina, letteralmente, allora comincerà una discesa in un vortice di dolore e violenza di cui avevamo soltanto intravisto una parte, ma dalla prospettiva sbagliata. Alexandra e il commissario (che non vincerà) si fronteggiano in questa seconda parte in maniera inaspettata. E stavolta diventa difficile staccarsi.

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