torino cronaca festa
Gli Speciali di CronacaQui
SPECIALE 20 ANNI INSIEME

Un giornale per la gente: ci credevano un gruppo di matti, ma siamo ancora qui, con voi

Grazie amici lettori. Buon compleanno!

Oggi in edicola lo speciale di CronacaQui per festeggiare i suoi primi 20 anni di vita

Sembra ieri, ma sono passati vent’anni da quella sera in cui mandammo in tipografia la prima edizione di TorinoCronaca, rigorosamente in bianco e nero. Ricordo come fosse ora i volti tirati dei miei ragazzi che rileggevano con furia le pagine, prima di mandarle in stampa. E il passo leggero dell’editore Massimo Massimo nel corridoio accanto alla redazione. Era tardi, ma non troppo. Il buon Aldo Filippi che purtroppo ci ha lasciati, fumava le solite Muratti come una ciminiera. E io gli stavo dietro, anche se battere il direttore tecnico in quello sport micidiale, era difficile. Tempo massimo, ci aveva detto il tipografo, mezzanotte. Così lui guardava l’orologio e ci batteva sopra il dito, come se quel gesto potesse fermare il tempo. E mezzanotte fu. Poi il silenzio rotto da una voce: «Domani che si fa?». La nostra avventura è cominciata così. Con un briciolo di follia, condita da una pazza idea: fare un giornale per la gente, diverso nella veste e nei contenuti dai grandi quotidiani paludati, scavando nella vita e nei problemi dei quartieri, delle periferie e dei comuni, fino alla porta di casa nostra. Partimmo come il Resto del Carlino dei bei tempi andati, una moneta da dieci centesimi per i nostri fogli in cui incartavamo le notizie. Tante notizie, che sono ancora oggi la nostra ricetta speciale, il menu quotidiano con cui andiamo in edicola. A dispetto di chi allora non avrebbe scommesso neppure un cent su questo gruppo di ardimentosi che osava sfidare il solido monopolismo di Stampa, immaginando un giornale nuovo proprio qui. A Torino. Sembrava addirittura una sfida alla città, ai tradizionalisti. O meglio alle abitudini legate ad una sola voce. Ebbene, questa palpabile indifferenza per noi è stata un viatico. E voi, cari lettori, a poco a poco ci avete scoperti, aiutati, consigliati. Siete diventati persino cronisti, segnalando le magagne sotto casa, i disagi quotidiani, le insidie della criminalità. Siamo cresciuti insieme. E oggi siamo ancora qui. Con quotidiano più ricco, se possibile ancora più attento ai problemi della nostra comunità. E costiamo sempre poco, a dispetto di chi fa pagare un quotidiano più di una bottiglia di latte. Certo non è facile con la carta diventata sempre più cara, la crisi energetica che ci tartassa, la pandemia che ci ha presi a sberloni e poi con questa maledetta guerra che ci tormenta i cuori. Ma un giornale popolare scritto per la gente e con la gente, deve stringere i denti. Soprattutto adesso, e cercare sempre nuove opportunità per stare al vostro fianco. Si, anche con i concorsi che ci accompagnano dal primo giorno. E che in fondo regalano qualche sogno. Ci muove, oggi come allora, e infonde forza al nostro lavoro, questo legame sempre più solido, e anche solidale, tra le nostre pagine e la città, tra i cronisti che ora giovanotti non lo sono più tanto, e la gente in un coro infinito di tante, tantissime voci. E io credo che in fondo sia questo il valore vero di un quotidiano. Quello di sapersi interfacciare con chi gli sta intorno, con il centro e le periferie, con i paesi, anche quelli più sperduti. Scrivendo storie di vita vissuta, storie belle e storie drammatiche. Ma mettendoci il cuore, oltre che la penna. Perché anche noi nasciamo qui, abitiamo qui, moriamo qui. E qui soffriamo, amiamo, lavoriamo e cresciamo i nostri figli. E qui abbiamo il dovere di riconoscerci. Per capire e per crescere. Dunque Qui per Torino Cronaca è il centro del nostro mondo, sia che si tratti di Barriera di Milano, di Santa Rita, di Carmagnola 2002-2022 o del Sestriere. Così come lo sono le storie delle nostre imprese, dei commercianti incalzati dalla crisi, le difficoltà delle famiglie, la solitudine degli anziani. O di quei ragazzi che, sfiduciati dalla società che li circonda rinunciano persino alle sfide della vita. Come dire che dietro ad ogni titolo, c’è anche un po’ della nostra e della vostra storia. Oggi, e anche domani. Insieme da vent’anni, insieme par molto altro tempo ancora. Grazie!

Beppe Fossati

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