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PINEROLO Una ragazza di 19 anni arrestata con anfetamine e ketamina a Porta Nuova

Un droga party con minorenni per festeggiare il compleanno

La “festeggiata” accusata di spaccio: il 22 gennaio la prima udienza del processo

Il volto è quello di una ragazzina, gli occhi quelli stanchi di chi ha trascorso le ultime due notti senza riuscire a dormire nella camera di sicurezza di un commissariato. Giovanna, la chiameremo così, dimostra molto meno dei suoi 19 anni. Ma quando parla è determinata, sicura. Anche qui, in un’aula di tribunale, dove è chiamata a rispondere di un’accusa molto più grande di lei.

Addosso, quando la polizia ferroviaria l’ha fermata domenica mattina a Porta Nuova, aveva 410 euro in contanti in banconote di piccolo taglio, 13 involucri di anfetamine e altre dosi di ketamina, un farmaco nato come calmante per i cavalli, ma assai apprezzato come droga, soprattutto da chi frequenta i rave.

Droghe e soldi che portano il pubblico ministero a sostenere una accusa di spaccio che Giovanna – assistita dall’avvocato Franco Duboin – respinge fermamente. «Non sono una tossicodipendente – spiega al giudice nell’udienza di convalida -, l’anfetamina l’ho usata una volta sola, e quella droga non dovevo venderla». E allora che cosa ci faceva con tutta quella roba, insieme con quel ragazzo e una minorenne che in tasca aveva dell’Lsd?

«Eravamo andati a Milano, per ballare». Ad un rave, una festa clandestina, nome in codice “bolla”, con appuntamento a Lambrate e destinazione finale comunicata sul posto. L’appuntamento per conoscere la meta era a mezzanotte. «Ma la festa è saltata, un ragazzo ci ha chiesto se volevamo comprare la droga, l’abbiamo fatto».

Giovanna, che non lavora e aspetta di riprendere gli studi il prossimo autunno, dice di aver messo 90 euro, i suoi amici («anche se soltanto la ragazza ha ammesso» la circostanza) hanno versato la loro parte. Poi, con il ricavato della colletta, i tre sono tornati a Torino. «Ma dovevamo andare a casa mia». Nel Pinerolese. «Dovevamo “farci”», dice Giovanna.

Il droga party, cui avrebbero dovuto prendere parte almeno sette persone, è saltato come il rave. “Rovinato” dalla polizia che ha riaffidato la minorenne, partita da Modena, alla madre, e portato Giovanna in cella. Ieri, il giudice ha convalidato l’arresto. Ma la 19enne è stata liberata, come richiesto dal suo avvocato, senza neppure l’obbligo di firma proposto dal Vpo, perché è incensurata.

L’accusa di spaccio, però, rimane. E ne dovrà rispondere a partire dall’udienza fissata per il 22 gennaio. Ieri, intanto, ha fornito la sua versione sui soldi. «Il compagno di mia madre – ha spiegato – mi ha regalato 500 euro perché ho compiuto gli anni». E poi: «Io ho cambiato le banconote a Milano perché temevo che vedendo quelle di grosso taglio mi derubassero, avrei voluto versarle sul postapay, ma le tabaccherie erano tutte chiuse». Così è tornata a Torino con quei 410 euro che per la procura sono il probabile provento dello spaccio, ma lei giura siano il “resto” di un regalo di compleanno speso per una festa da sballo.

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