FigliEternit
Il Borghese

Un colpo di tosse

Certe testimonianze sono agghiaccianti. Soprattutto quelle apparentemente più “lievi”, forse per la naturalezza che è quasi fatalità con cui vengono rese. «Ogni volta che abbiamo la tosse, pensiamo a nostro padre e alla sua fine». Così raccontano i figli di un operaio morto per l’amianto respirato alla Eternit di Cavagnolo.

Impossibile non pensarci, infatti, quando sai che quella maledetta fibra è nell’aria, nell’acqua, nella terra, l’hai respirata per anni, ci hai giocato a pallone sopra, l’hai toccata sulla tuta da lavoro di tuo padre e sui tuoi vestiti. Sono le testimonianze delle fabbriche della morte dimenticate.

Sì, perché per i processi all’amianto si parla quasi sempre di Casale, ma lo “spacchettamento” dei processi, fatale forse, ci ha ricordato quanti erano gli stabilimenti in tutta Italia, quanto si somiglino le storie. Anche alla Pirelli, dove si è pagato un prezzo non indifferente in termini di vite umane, un prezzo troppo alto.

Non sappiamo ancora che ne sarà dei processi, anche se sospettiamo che la prescrizione ingoierà molte delle accuse, delle storie, delle esistenze bruciate. Rimarranno le testimonianze, le voci dalle fabbriche della morte. Raggelanti, come un colpo di tosse all’improvviso.

Condividi sui social:

Scopri inoltre...

banners
Precedente
Successivo
Precedente
Successivo