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Il padre aveva pagato una persona per far picchiare il figlio omosessuale

«Sono un chirurgo e lui voleva spezzarmi le mani: ma il sicario gli ha disobbedito e mi ha salvato»

Il racconto della vittima

«Ho deciso di denunciare mio padre quando, una sera, mi sono trovato ad essere aggredito sotto casa del mio compagno. Un romeno, sotto il mio studio, mi ha detto di essere stato pagato da lui per spezzarmi le mani, e io sono un chirurgo. Era una minaccia quindi molto grave». Il figlio vittima di stalking da parte del padre ha 43 anni ed è uno stimato professionista, ma non è mai stato accettato dal genitore perché è gay.

Per mesi ha subito le violenze del “padre padrone”. «Il romeno – racconta il figlio – mi aveva spiegato di avermi seguito per due settimane, e di aver notato che non ero un delinquente come diceva mio padre. Per questo motivo mi ha salvato. Mi sono messo in posa in un boschetto, con lui che faceva finta di colpirmi, mentre un suo complice faceva le foto».

«Un anno prima – ricorda l’uomo – era toccato al mio compagno. Era tornato a casa, da solo. Un uomo era uscito dall’auto e lo aveva picchiato. E non è finita. Di episodi ce ne sono purtroppo tanti. Io sono stato preso a pugni direttamente da mio padre davanti a mia madre, quando era malata, soltanto perché avevo chiamato l’idraulico, dopo che lui ci aveva tolto per dispetto l’acqua calda».

«L’odio nei miei confronti è nato prima della separazione da lei – rammenta il figlio – poi il divorzio è stato un pretesto in più per potere infierire su di me. Mio padre parlava male di me con i suoi amici del mare, come se io fossi colpevole di lesa maestà. Come se lui pensasse, come ti sei permesso di interferire nella mia vita così? Della mia omosessualità non parlava apertamente, come se si vergognasse. E al contempo mi odiava».

e.sol

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