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ORBASSANO

Un centro profughi nella casa privata

Nonostante il Comune avesse detto no

I profughi sono arrivati anche a Orbassano. Pochi giorni fa, infatti, una cooperativa ha affittato un appartamento privato creando un centro di accoglienza straordinaria, senza che il Comune ne sapesse nulla prima e, ovviamente, potesse in un secondo tempo impedire la cosa. Orbassano, da ricordare, è l’unico comune della zona che ha sempre negato alla Prefettura la possibilità di ospitare richiedenti asilo ed è stato l’unico dell’area a non partecipare al progetto Sprar, il servizio di protezione per i richiedenti asilo, avviato dal Governo e coordinato in zona dal consorzio socio assistenziale Cidis. Di fronte però ad una trattativa squisitamente privata, l’amministrazione non ha potuto fare altro che accettare la cosa.

«Questo centro è stato fatto senza che noi sapessimo nulla prima – ha spiegato l’assessore Ettore Puglisi -, abbiamo già spiegato al Prefetto che non abbiamo spazi adeguati e perciò abbiamo anche comunicato al Cidis, pochi giorni fa, che continueremo a non aderire al progetto Sprar». Una volta che palazzo civico ha saputo dell’apertura del centro di accoglienza, all’interno di questo alloggio privato, ha avviato i controlli del caso: «Abbiamo accertato che il posto rispondesse ad alcuni parametri perchè potesse ospitare un numero di persone adeguato alla grandezza – spiega il sindaco Eugenio Gambetta -, oltre ad altri controlli tecnici del caso. Sappiamo che ci sono cinque, forse sei profughi all’interno. Di più non ce ne possono stare. Quello che possiamo fare è vigilare».

Intanto, mentre Orbassano ha respinto il programma Sprar, gli altri comuni appartenenti al consorzio Cidis (Beinasco, Rivalta, Bruino, Piossasco e Volvera) hanno invece comunicato l’intenzione di proseguire ed è possibile che in futuro vengano ospitati altri piccoli gruppi di profughi, oltre a quelli già presenti: «L’importante è avere sempre collaborazione tra tutti gli enti in gioco – spiega il sindaco di Rivalta, Nicola De Ruggiero -, noi, per fare un esempio, ad oggi ospitiamo 12 profughi in due distinti punti: a Pasta e Tetti Francesi. Non è escluso che in futuro ci venga chiesto un ulteriore impegno, ma si devono avere le condizioni e le possibilità di farlo».

E mentre i migranti qui sono arrivati, a Villastellone, almeno per ora, non se ne parla. Prima il sindaco Davide Nicco si è opposto alla decisione del Prefetto di aprire un centro di accoglienza di fronte al municipio, poi ha “smascherato” un possibile abuso: «Abbiamo fatto la sorprendente scoperta che l’immobile designato non è nelle disponibilità di chi ne trattava l’affitto alla cooperativa che dovrebbe gestire il centro. Al contrario, è affidata ad un curatore fallimentare del Tribunale di Savona che non sapeva nulla della trattativa».

Per questo il Comune ha affisso un divieto all’accesso di persone non autorizzate nell’immobile di via Cossolo 75, destinato ad accogliere 30 migranti: «Il curatore ha chiesto a me e alla polizia municipale d’intervenire per evitare ingressi illegittimi e occupazioni non autorizzate. Noi abbiamo coinvolto anche i carabinieri, anche perché risulta che nell’immobile ci fossero già brandine e materassi all’insaputa del Tribunale di Savona».

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