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Il Borghese
EDITORIALE DEL GIORNO

Un carretto senza ruote

Tredicimila carte d’identità in arretrato, fino ad otto mesi per ottenere un passaporto. Torino non brilla certo per il servizio ai cittadini, anche se va detto che, per quanto riguarda il Comune, due anni fa era ancor peggio, visto che i documenti da rinnovare erano quasi 30 mila. Colpa della ruggine che rallenta i meccanismi burocratici e soprattutto della rivoluzione digitale che Roma pasticciona fa funzionare con la velocità di un carretto senza una ruota. Aggravata da una sorta di ostracismo nei confronti di chi, abitualmente non siede 24 ore su 24 davanti ad un computer. Già perché questi burocrati che saltabeccano tra piattaforme on line e slot quotidiani di documenti con tetti prestabiliti e immutabili (massimo qualche centinaio al giorno, 300 per quanto riguarda l’anagrafe) sonnecchiano pure e si nutrono di bachi che bloccano il sistema. Luigi Pirandello lo spiegherebbe con l’incomunicabilità tra Stato e cittadini, o meglio con “l’incapacità di parlare” che calza a pennello con l’insufficiente comunicazione fornita a chi si deve misurare con i siti messi in piedi dagli enti pubblici, a cominciare dal Ministero degli Interni. I social dove si leggono i commenti più feroci, lo denunciano da tempo, la gente normale, quella che fa ancora la coda in strada dalle 3 del mattino, ruggisce. E loro, i soloni maldestri che fanno? Beh, si sono inventati gli “open day” ossia i giorni dedicati a chi proprio non può farne a meno di quei benedetti documenti, specie i passaporti. Con il risultato che potete immaginare: una catastrofe. Buon viaggio!

beppe.fossati@cronacaqui.it

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