Piazza San Carlo come appariva dopo i tragici incidenti.
Il Borghese

Un Capodanno da paura

Quanto è potente la paura anche quando non la si percepisce come incombente, ma deflagra rendendo una piazza furiosa e incontrollabile. In fondo è questo il vero terrorismo, quello che abbiamo nelle menti dopo lo stillicidio degli attentati assassini, che ci fa sobbalzare ad un rumore imprevisto, che ci fa disertare un concerto all’aperto o lo struscio tra le bancarelle di Natale.

In piazza San Carlo il 3 giugno pare sia andata proprio così, nessun folle che ha urlato alla bomba, nessun gesto deliberato o regia occulta. In sei mesi di indagini di tutto ciò non si è trovata traccia. Insomma, molto si è capito tranne quale sia stata la scintilla che ha fatto deflagrare il disastro.

Al punto che pare che l’ipotesi più plausibile sia quella di una sorta di isteria collettiva, scatenata da chissà che cosa, ma certamente alimentata dalla paura di quello che sta succedendo in mezzo mondo, dal lungomare di Nizza alle Ramblas di Barcellona e ai teatri di Parigi.

Morale della favole: si punirà la cattiva organizzazione, la superficialità di chi doveva governare la situazione e non l’ha fatto, ma due domande resteranno senza risposta. Perché è successo? Chi o che cosa ha scatenato il panico assassino?

Interrogativi senza soluzione che tuttavia hanno delle conseguenze: dal 3 giugno nessun evento è stato uguale a prima. Al punto che Torino ora ha persino paura di organizzare il Capodanno in una piazza.

fossati@cronacaqui.it

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