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Cronaca
VIA GERMAGNANO

Un canile per ospitare i randagi al posto del vecchio campo rom

Piano cattura con le gabbie trappola. Presi 10 adulti e 10 cuccioli

Un “canile aperto” per randagi sulle ceneri di uno dei tanti campi nomadi abusivi sorti come funghi in via Germagnano. Comincia a concretizzarsi uno dei progetti di recupero delle aree abbandonate del quartiere Rebaudengo, un tempo casa di baracche, topi e rifiuti. In Circoscrizione 6 l’assessore al Verde di Palazzo Civico, Francesco Tresso, ha garantito «che i cantieri termineranno entro la fine del mese». Il risultato ultimo sarà la realizzazione di un’area recintata con corridoi di sicurezza per le persone e per gli addetti al lavoro. Area che sostituirà le classiche gabbie dove, di norma, vengono ospitati i quattro zampe all’interno di rifugi e canili sanitari. Dieci gli adulti e dieci i cuccioli già scovati per i parchi della periferia nord, tra Stura nord e il Meisino.

«I randagi chiusi nelle gabbie del canile vanno in depressione – spiega la coordinatrice all’Ambiente della Circoscrizione 6, Giulia Zaccaro -. Per questo la nuova soluzione proposta dalla Città potrebbe davvero risolvere molti problemi, tra cui l’aumento spropositato di animali». Il Comune di Torino, inoltre, chiede di smettere di alimentare i cani «in quanto questo rischia di rendere più complicato il piano cattura con le gabbie trappola».

Per farlo verrà studiata una nuova ordinanza con la possibilità di sanzioni elevate ai cittadini disobbedienti. «Affrontiamo il problema randagismo da molto tempo – racconta il presidente della Circoscrizione 6, Valerio Lomanto -. Con un tavolo ad hoc, insieme a Città ed Enpa, chiediamo a tutti i soggetti coinvolti di non abbassare la guardia ma di concludere l’iter nel più breve tempo possibile».

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