Il ponte crollato a Genova
Cronaca
LA TRAGEDIA DI GENOVA

Un boato, poi il crollo. «Ma sotto le macerie ancora persone vive»

Il ponte ha trascinato con sé automobili e Tir. Decine di vittime, tra cui una bimba di 9 anni. Duecento uomini al lavoro per trovare superstiti

Una vibrazione, un boato e una trappola mortale per automobili e camion, sulla strada delle vacanze, con il ponte Morandi dell’autostrada che attraversa Genova che collassa all’improvviso. Erano le 11,58 di ieri e su Genova infuriava un temporale. Qualcuno dice che un fulmine ha colpito un pilone del ponte. In quest scenario da tregenda, centinaia di metri cubi di detriti sono precipitati nel torrente Polcevera, cinquanta metri più sotto, portandosi  dietro camion e auto, «una trentina di mezzi in tutto», spiega la Protezione Civile. Almeno 37 i morti, una trentina i feriti. Dieci quelli gravi. Per ciò che riguarda i dispersi, si formulano solo ipotesi. Un bilancio ancora provvisorio, al momento di andare in stampa. Si scava, si usano i droni, le gru non riescono ad arrivare sotto il viadotto. I soccorritori sono più di duecento. A sera molti giurano che sotto le tonnellate di cemento, tra le lamiere di veicoli schiacciati, ci sono persone ancora in vita.

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