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Il Borghese
EDITORIALE DEL GIORNO

Un apparente paradosso

Siamo in una situazione apparentemente paradossale. Da un lato vediamo chiaramente che il virus corre, con i contagi quotidiani che superano quota duemila e i decessi che si attestano a quote che non toccavano da mesi; dall’altro, il pre-report settimanale ci conferma in zona bianca, secondo il criterio dei “semafori” adottato molti mesi e qualche variante fa. Ci salvano due cose: la pressione ospedaliera che non è così elevata e la diffusione dei vaccini, che di fatto contribuisce a non far riempire gli ospedali e aumentare la pressione (oltre ai posti letto “supplementari” attivati o attivabili). E la macchina dei vaccini, per fortuna nostra, corre: adesso è stato aperto anche l’hub dei bimbi e la promessa è di marciare a tappe forzate, «casa per casa» verrebbe da dire parafrasando il generale Figliuolo nella sua spiegazione della nuova strategia (calmi, cari No Vax, nessun medico in mimetica farà irruzione nei vostri fortini, né vi lanceranno il vaccino dagli elicotteri o con gli idranti mentre manifestate, significa solo che ci sarà un piano di vaccinazioni a domicilio per anziani e disabili). Contemporaneamente, però, le prenotazioni per le dosi booster stanno scivolando pericolosamente in là: dopo le polemiche sulla necessità di anticipare il richiamo a cinque mesi, in Piemonte abbiamo già prenotazioni a sette mesi. Perché, inutile nasconderlo, in qualche modo siamo più lenti: sono stati chiusi degli hub (dicono che secondo il generale non servivano più), quelli dei privati che ora hanno riconvertito gli spazi, legittimamente, e non pare possano riaprirli a breve. Forse conviene pensarci, se davvero può accadere che il vaccino sia in futuro un appuntamento fisso, nel caso in cui il virus diventasse endemico, attenuando la sua virulenza, ma senza abbandonarci.

andrea.montic0ne@cronacaqui.it

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