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IL FATTO Segnalati casi in Val di Susa, nel ciriacese e in buona parte della cintura di Torino

Un altro pensionato raggirato e derubato: ondata di truffe, allarme da Smat e dall’Asl

Una donna si è spacciata per la direttrice dell’ufficio postale e ha sottratto soldi all’uomo

Si è spacciata per la direttrice dell’ufficio postale, chiedendo di entrare per un «controllo del libretto postale e dei soldi che aveva in casa». E quando lui li ha presi per farli controllare, ormai era tardi. Perché con una scusa, lo ha distratto ed è scappata.

La vittima è un pensionato di Chiusa San Michele, che ha subito denunciato l’accaduto ai parenti che, a loro volta, hanno contattato i carabinieri di Condove. Il “bottino” è di 3mila euro. Stante quanto riferito dai familiari della vittima alle forze dell’ordine, la donna avrebbe 40 anni, era ben vestita e con un tatuaggio sopra il labbro nella parte sinistra.

I carabinieri, come sempre, ricordano che nessun dipendente delle Poste «si reca in visita a casa per compiere controlli di alcun genere su libretti e soldi» e di «non aprire la porta in questi casi ma di chiamare immediatamente le forze dell’ordine per una opportuna verifica».

Dalla Val di Susa alla cintura sud di Torino, dove la Smat ha segnalato diversi episodi con persone che, qualificandosi come tecnici della società che gestisce la rete idrica, chiedevano di entrare nelle abitazioni per «riscuotere dei pagamenti della bolletta, effettuare dei controlli sull’acqua e interventi tecnici presso la singola abitazione».

La Smat, in una nota, ha precisato come non sia «prassi aziendale effettuare controlli a domicilio. Normalmente il nostro personale accede ai fabbricati solo per la lettura o la riparazione dei contatori senza avere la necessità di entrare nelle abitazioni».

Infine, a Ciriè sono state segnalati casi di persone che si fingono operatori dell’Asl per cercare di entrare in casa di persone sole o anziane per «effettuare controlli per le polveri sottili», ovviamente tentando di farsi aprire la porta di casa per poi rubare. L’Asl To4 chiarisce che «non si tratta di operatori dell’Asl», invitando i cittadini a «prestare la massima attenzione».

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