Umberto Tozzi (Depositphotos)
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IL 5 DICEMBRE

Umberto Tozzi: «E dopo il male ricomincio da Gloria»

L’artista torinese è atteso al Colosseo per la prima tappa italiana del tour dedicato al brano storico: «Ho avuto il tumore, torno sul palco con un altro spirito»

Alzi la mano chi non ha mai cantato “Gloria”. Chi non conosce il testo a memoria o non sappia che persino un regista maniacale come Martin Scorsese l’ha scelta per uno dei suoi capolavori, “The wolf of Wall Street”. E alzi la mano chi guardando “La casa di carta” non ne abbia riconosciuto le note. Un successo plateale quello del brano scritto quarant’anni fa da Umberto Tozzi al quale, oggi, è dedicato il tour che partirà il 1 dicembre da Lugano, e inizierà per l’Italia proprio da Torino. Accadrà il 5 dicembre prossimo, al Colosseo, dove le prevendite stanno andando a ruba e dove la star, nata sotto la Mole il 4 marzo del 1952, tornerà con il suo “Gloria Forever” in una data che sa di rinascita, sì, proprio qui, nella città in cui tutto ebbe inizio quando il giovane Umberto sognava di diventare un calciatore, e mai avrebbe immaginato che, invece del pallone tra i piedi, il suo futuro sarebbe stato con la chitarra in mano. Quella chitarra gli è valsa 80 milioni di dischi venduti nel mondo e successi sparsi ovunque.

Un atto dovuto il tour dedicato al brano che ha conquistato il mondo anche grazie alla cover di Laura Branigan.
«Esatto, “Gloria” mi ha dato tutto ciò che era possibile».

Già, sognava di fare il calciatore. Tifa sempre per il suo Torino?
«Non sono mai stato un grande tifoso ma la seguo come squadra, seguo le sue fatiche. In questo periodo sto guardando i Mondiali anche se mi spiace molto che non ci sia l’Italia».

A breve partirà per il tour, lo vivrà in modo diverso dopo la malattia che l’ha colpita ad aprile?
«Da quella esperienza vivo tutto in modo diverso. Ho avuto il cancro ma, per fortuna, sono guarito. Oggi vivo tutto con molta più leggerezza e mi godo le piccole cose quotidiane, anche bere un bicchiere d’acqua diventa un piacere».

Come sarà il concerto?
«Voglio fare cantare la gente con il mio repertorio. Sono felice di ritrovare il pubblico del Colosseo, il teatro è la dimensione più emozionante per un cantante. Sì, anche i palazzetti e le arene sono importanti, ma il calore del pubblico che si sente nei teatri non è paragonabile».

E “Gloria”?
«Vuole sapere quando la canterò?».

Certo.
«Per ora è una sorpresa ma, ovviamente, la canterò».

Cosa c’è nel futuro di Umberto Tozzi?
«Magari un nuovo cd. Ho avuto tutto ciò che potevo desiderare dalla musica, voglio solo continuare a stare sul palco».

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