Said Mechaquat, il 28enne italo-marocchino che ha confessato l’omicidio di Stefano Leo.
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IL CASO

«Hai ucciso un italiano, ora muori tu»: Said minacciato e trasferito dal carcere

Il killer dei Murazzi sarebbe stato preso di mira da alcuni detenuti del Lorusso e Cutugno

A Torino era diventato un bersaglio mobile. Un colpevole da punire, applicando quella legge non scritta secondo cui gli sgarri si lavano con il sangue, gli omicidi con la pena capitale. Ci sarebbe questo, e forse anche qualcosa di più, dietro il trasferimento di Said Mechaquat, 27 anni, origini marocchine e nazionalità italiana. E sarebbe stata la stessa amministrazione penitenziaria a decidere che fosse opportuno trovare una nuova destinazione per il giovane che ha confessato di aver ucciso Stefano Leo. «Hai ucciso un italiano innocente – gli avrebbero detto altri detenuti -, adesso devi pagarla». E prima che dai propositi si passasse alle vie di fatto Mechaquat è stato caricato su un cellulare della polizia penitenziaria e accompagnato nella sua nuova cella. Dove si trovi adesso non è noto, la destinazione deve rimanere top secret. Perché qualcun altro potrebbe decidere di sostituirsi a un giudice trasformandosi in boia. Ed è meglio non correre rischi.

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