delitto raimondi
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MONTALENGHE

Ucciso per errore nel giardino. L’obiettivo dei killer era un altro

Chiuse le indagini per il delitto di Gabriele Raimondi. Accusati padre e figlio

Omicidio volontario premeditato. È questa l’accusa formulata dalla Procura di Ivrea contro Antonio e Matteo De Meo, 47 e 26 anni, padre e figlio di San Nicandro Garganico, per l’omicidio del giardiniere Gabriele Raimondi, 47 di San Giusto Canavese, avvenuto la notte del 30 settembre 2017 a Montalenghe.

Il sostituto procuratore Giuseppe Drammis ha consegnato nei giorni scorsi l’avviso di conclusione indagini per i due presunti colpevoli dell’omicidio (difesi dagli avvocati Massimo Campanale e Enrico Scolari) e per un terzo soggetto Andrea De Meo, 20 anni di Cossano Canavese, l’altro figlio di Antonio. La Procura ha ricostruito la dinamica della convulsa settimana precedente l’omicidio. Il 27 settembre, infatti, i tre De Meo, si ritiene a causa di questioni di denaro, si recavano a Montalenghe e in pieno centro incontravano Roberto Riviera, un nomade di etnia sinti, minacciandolo con una pistola. Alle parole seguivano presto i fatti. Due giorni più tardi, infatti, i De Meo compivano un raid esplodendo diversi colpi di arma da fuoco contro l’abitazione dei genitori del Riviera, una villa in strada San Giorgio sempre a Montalenghe. Una sventagliata che solo per fortuna non feriva le persone all’interno dell’abitazione. L’atto, però, metteva in allarme la famiglia Riviera. Il giorno seguente i carabinieri tenevano sotto stretta sorveglianza la villa temendo e presagendo quello che sarebbe, purtroppo, accaduto quel pomeriggio. Intorno alle 17 una pattuglia in borghese dell’Arma si recava a casa dei Riviera per effettuare un sopralluogo. Nel contempo era presente anche la vittima, il Raimondi, chiamato da Grado Deglaudi, padre di Roberto Riviera, per dei lavori alla loro proprietà. È in quegli istanti che sarebbe arrivato il gruppo di fuoco dei De Meo a bordo di un furgone bianco. A rimanere mortalmente colpito è il Raimondi che spirerà intorno alle 22 al Cto. Nella sparatoria è rimasto ferito ad un braccio, cavandosela, anche uno dei carabinieri.

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