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Cronaca
La vittima è un operaio di Chieri di 25 anni

Ucciso in monopattino mentre si reca al lavoro. L’investitore era ubriaco [LE FOTO]

Il conducente dell’auto, un cittadino straniero, è stato arrestato dai carabinieri con l’accusa di omicidio stradale

Un’alba funestata dal sangue, quella di ieri. Due morti, falciati sulle strade della provincia (a Cambiano e a Settimo Torinese), da due auto guidate da giovani ubriachi. Le vittime sono due innocenti per i quali, il sorgere del sole rappresenta l’inizio di una giornata di lavoro. Claudio Casu, 25enne di Chieri, è stato investito mentre andava in fabbrica a bordo del suo monopattino elettrico. L’automobilista è risultato ubriaco: si tratta di un giovane di 29 anni, Daniel Hernandez Jimenez, originario della Repubblica Dominicana, anch’egli residente a Chieri, arrestato e ora accusato di omicidio stradale e omissione di soccorso perché, secondo le prime ricostruzioni dei carabinieri della compagnia di Chieri, dopo l’impatto avrebbe continuato la sua corsa ancora per mezzo chilometro prima di fermarsi, probabilmente, per un danno alla vettura dovuto all’impatto.

L’ennesima, assurda, tragedia della strada è andata in scena ieri mattina, intorno alle 5,30, sulla strada provinciale 122 al confine tra Cambiano e Santena, nella porzione che viene denominata strada Chieri. Claudio Casu aveva salutato la compagna Federica D’Abbene, con la quale conviveva, ed era uscito di casa. Di lì a poco avrebbe cominciato il primo turno del mattino al salumificio Lenti di Santena, dove era stato assunto da qualche tempo, ed era partito di buon ora, quando ancora è buio, per raggiungere con tranquillità la sua meta a bordo del mezzo elettrico. Secondo le ipotesi dei militari, Claudio Casu stava viaggiando a bordo strada in direzione di Santena quando è stato travolto dal 29enne dominicano che in quel momento era in fase di sorpasso sulla corsia opposta. Il violento impatto frontale non gli avrebbe dato scampo. Sul posto è intervenuta un’ambulanza della Croce Rossa di Chieri: i volontari hanno tentato a lungo di rianimare il giovane, ma ogni manovra è risultata inutile. Troppo gravi i traumi riportati nell’impatto: Claudio è morto sul colpo. Il conducente non si sarebbe fermato immediatamente per prestare soccorso alla sua vittima, ma soltanto 500 metri dopo l’impatto. Sottoposto all’alcoltest è stato trovato con un tasso alcolemico oltre il limite e non è escluso che se non avesse avuto problemi alla sua auto, dopo l’incidente avrebbe proseguito la sua corsa. Intanto dopo il terribile dramma si è riaccesa la discussione sulle problematiche di percorribilità della stretta statale, sulla quale già in passato si sono verificati tremendi incidenti, ma anche sull’opportunità che a tali mezzi elettrici sia consentito il transito su strade provinciali altamente frequentate come la 122 dove il traffico è sempre molto intenso e il pericolo dietro l’angolo anche per chi la percorre a piedi o in bicicletta. Così, mentre il cordoglio per l’ennesima vittima sulla strada si diffonde sui social, sono in molti a sostenere che, forse, Claudio Casu avrebbe avuto salva la vita se lungo la tratta fosse stata presente una pista ciclabile. Ma la strada, che da tempo è anche sotto la lente di Città Metropolitana, sarebbe troppo stretta.

E in queste ore Chieri si stringe intorno alla famiglia e alla compagna di Claudio. I due avevano festeggiato da poco tempo il loro sesto anniversario insieme. «Un ragazzo allegro, solare» lo ricordano i conoscenti. «Ancora non ci credo, mi stanno venendo in mente tutte le giornate in cui facevamo i cretini al lavoro. Come ci facevi ridere con le tue battute. È stato un piacere conoscerti. Riposa in pace, Claudio» è lo strazio dei colleghi. «Non ci sono parole, adesso sei insieme alla tua mamma», dice la sua compagna.

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