ucciso in messico
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«E’ lei la mandante»

Ucciso in Messico: in cella la bella moglie del manager italiano

Primi arresti per l’omicidio di Alessandro Tunesi, l’imprenditore italiano caduto in un agguato in Messico: in manette la moglie, accusata di essere la mandante, e i due presunti esecutori. Manager di successo, proprietario di un hotel di lusso a Palenque, grande esperto della cultura Maya e innamorato del Paese, Tunesi era stato sorpreso da una coppia di killer in moto vicino alla scuola delle figlie. Gli assassini lo avevano atteso lungo una stradina secondaria per poi sparare tre proiettili. Nelle ore successive si era ipotizzato che il delitto fosse collegato a minacce da parte di estorsori o di qualcuno che voleva impossessarsi della proprietà. La Procura federale messicana ha emesso un comunicato per annunciare la svolta con la cattura del terzetto. Per le autorità non vi sarebbero dubbi: sarebbe proprio la consorte, Elizabeth, ad aver organizzato l’eliminazione anche se non è chiaro il movente, probabilmente il denaro. Sarà importante esaminare con maggiore attenzione il dossier e le prove. Mentre non si esclude nulla, c’è stato un atto ufficiale da parte degli inquirenti. In Messico le soluzioni lampo inducono sempre ad essere cauti, a seguire i fatti con grande prudenza. Secondo la procura, il lavoro investigativo e di intelligence ha consentito di chiarire i fatti e quindi ordinare l’arresto di Elisabeth N., moglie dell’imprenditore di origine italiana, in quanto mandante, e Gerardo Antonio N. e Luis Martn N., quali autori materiali. Gli arresti sono stati effettuati nelle città di Tuxtla Gutiérrez e Palenque, nel Chiapas. I catturati sono stati portati davanti a un giudice nella città di Catazajá, che incaricato di definire la loro situazione giuridica. Secondo quanto riporta la stampa messicana, il delitto sarebbe stato pianificato da tempo e qualcuno avrebbe parlato (forse un complice pentito), consegnando alla polizia mail, comunicazioni e messaggi compromettenti inviati dalla moglie ai killer. Il dramma di Tunesi ha superato i confini nazionali, ha avuto una grande copertura mediatica per la figura della vittima e l’area dove è avvenuto il crimine. Le autorità hanno così tutto l’interesse a trovare una risposta. Sposato da 21 anni con Elizabeth, tre figlie, Tunesi gestiva l’hotel Quinta Chanabnal, un piccolo albergo di lusso in «tema» Maya. Aveva studiato a lungo questa civiltà, parlava il dialetto indio, conosceva aspetti che attirano visitatori da ogni parte del mondo. Infatti aveva organizzato incontri, mostre, eventi proprio per raccontare un’epoca affascinante mentre nel 2014 insieme ad Antonio Aimi aveva scritto un libro, «L’Arte Maya», una testimonianza ulteriore del suo legame con il territorio.

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