Sorprese la vittima nel sonno nelle palazzine dell'ex Moi di Torino, e la colpì alla testa con un bilanciere, uccidendola. Nigeriano condannato a 16 anni.
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Omicidio all’ex Moi di Torino

Uccise la vittima nel sonno colpendola alla testa con un bilanciere: condannato a 16 anni

L’imputato, il 23enne nigeriano Michael Umoh Onoshorere, ha negato le accuse: “E’ stato un incidente”. I familiari della vittima si sono costituiti parte civile

Condannato a 16 anni di carcere. E’ la pena inflitta questa mattina dal tribunale di Torino a Michael Umoh Onoshorere, il 23enne nigeriano accusato di aver ammazzato il suo connazionale Andrew Yomi lo scorso 18 gennaio, in una palazzina dell’ex villaggio olimpico (Moi) occupato a Torino. La sentenza è stata pronunciata al termine del rito abbreviato.

VITTIMA COLPITA CON UN BILANCIERE IN TESTA
Secondo le accuse, Umoh sorprese la vittima la vittima nel sonno colpendola alla testa con un bilanciere di 45 chili; come se non bastasse, appena pochi giorni prima, sempre secondo le accuse, aveva tentato di investire Yomi con la propria auto.

CONTESTATA PREMEDITAZIONE E MINORATA DIFESA
Il pm ha contestato la premeditazione e l’aggravante della minorata difesa. L’imputato, in aula, ha preso la parola e si è difeso raccontando che circa due anni fa era stato molestato sessualmente dal connazionale, ma che poi, in seguito, i due erano diventati buoni amici.

LA DIFESA DI UMOH: E’ STATO UN INCIDENTE
Sempre secondo Umoh, il tentativo di investimento fu un errore (a suo dire la macchina non avrebbe avuto i freni) e l’aggressione col bilanciere, in realtà sarebbe stata un “incidente”. “Volevo soltanto riprendermi il bilanciere” ha detto l’uomo in aula. “Lui voleva tenerselo fino a quando non gli avessi dato dei soldi. Si svegliò, fece per riprenderlo e il peso gli cadde in testa” ha riferito ai giudici.

FAMILIARI VITTIMA SI COSTITUISCONO PARTE CIVILE
Il racconto del 23enne, tuttavia, secondo il pm, è stato smentito da numerose circostanze e anche dai risultati dell’autopsia effettuata sul corpo della vittima nonché dalle analisi tecnico-scientifiche svolte dagli investigatori. I familiari di Andrew Yomi si sono costituiti parte civile.

 

 

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