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NICHELINO

Uccise il compagno con un coltello: il pm non crede alla legittima difesa

La Procura ritiene che Silvia Rossetto vada condannata a 9 anni e quattro mesi di carcere

Il pm Enzo Bucarelli ha chiesto di condannare a 9 anni e 4 mesi Silvia Rossetto, una 48enne che la sera del 2 settembre 2018, in un appartamento a Nichelino, uccise con una coltellata il convivente Giuseppe Marcon, di 65 anni. Il processo si celebra con il rito abbreviato.

La donna spiegò di avere reagito all’ennesima aggressione, ma il pubblico ministero si è detto convinto che la sua versione sia falsa: ha così sostenuto la tesi dell’omicidio volontario e ha escluso l’attenuante della provocazione. La difesa è invece del parere che la ricostruzione dell’imputata («si era solo voltata per allontanarlo da se») sia attendibile e che, in ogni caso, non può essere confutata dagli accertamenti tecnici. Silvia e Giuseppe si erano conosciuti in una struttura di recupero per persone con problemi di disagio mentale. Prima del delitto una psichiatra aveva segnalato alla procura – che avviò una pratica – l’esistenza di possibili episodi di maltrattamento da parte dell’uomo. La donna raccontò che stava telefonando con la madre, quando l’uomo le avrebbe strappato di mano il cellulare e lo avrebbe sbattuto a terra. A quel punto, sempre secondo il suo racconto, il 66enne avrebbe preso il coltello e l’avrebbe puntato contro la 48enne. La reazione finì nel sangue.

La perizia del medico legale Roberto Testi, però, avrebbe fatto emergere una dinamica diversa dei fatti. A dare l’allarme, quella sera, fu la mamma dell’imputata che, nel corso di quella telefonata, sentì le urla di Marcon e, ipotizzando stesse per succedere qualcosa di grave, chiese aiuto ai carabinieri. Quando i militari dell’Arma raggiunsero via Juvarra, però, per il 66enne non c’era giĂ  piĂą niente da fare.

Rossetto è difesa dall’avvocato Sergio Bersano; i familiari di Marcon si sono costituiti parte civile con l’avvocato Maria Rosa D’Ursi.

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