Alice e Simone con le loro due figlie
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LA TRAGEDIA

Uccisa dal marito nel sonno: domani i funerali al palasport di Leini

Alice Bredice è stata ammazzata a Ragusa, dove si era trasferita con l’uomo e le figlie

Si svolgeranno domani alle 15, nel palazzetto dello sport di via Volpiano, i funerali di Alice Bredice, la 33enne uccisa lo scorso 29 aprile dal marito Simone Cosentino a Ragusa. L’estremo saluto si terrà a Leini perché qui lavorano il papà Claudio e il fratello Alessandro, che hanno deciso di riportare Alice nella terra di cui è originaria.

La richiesta della famiglia, come comprensibile, è di non portare fiori ma di devolvere delle donazioni a favore di associazioni di volontariato che combattono il femminicidio e la violenza di genere. Alice e Simone, agente della polstrada, si erano sposati otto anni fa a Torino.

Un colpo di fulmine, visto che i due si erano conosciuti appena pochi mesi prima al parco del Valentino. La tragedia è avvenuta in una villetta a Marina di Ragusa dove i due coniugi si erano trasferiti dopo le nozze. L’assistente capo di polizia ha puntato la pistola d’ordinanza al petto della donna che stava dormendo e l’ha uccisa con tre proiettili. Poi ha rivolto l’arma contro si sé e l’ha fatta finita. Prima della Sicilia, la coppia aveva vissuto per due brevi periodi a Roma e Napoli. Dalla loro unione sono nate due bambine, di sei e sette anni. Sono state loro, svegliate dai primi spari, a dare l’allarme dopo aver assistito impotenti al suicidio del padre.

«Ti ho dedicato tutta la vita. Ti amo», aveva scritto su Facebook l’uomo pochi minuti prima di uccidere Alice Bredice e subito dopo aveva chiamato la madre al telefono annunciandole il delitto: «Sto per ammazzarla, vieni a prendere le bambine». Alice Bredice aveva mantenuto vivi i contatti con la sua famiglia d’origine, in particolare con la zona di Sant’Ambrogio dove vivono alcuni parenti con i quali aveva trascorso le vacanze pasquali.

Nulla faceva presagire la tragedia, «una bella famiglia, mi sono apparsi sereni», ha dichiarato chi ha incontrato Alice e Simone nell’ultimo soggiorno in Val di Susa. Una vacanza attesa, tant’è che la donna aveva annunciato il viaggio con un post su Facebook: «Vado a fare Pasqua al nord»; poi il 26 aprile, la famiglia aveva fatto ritorno in Sicilia. Apparentemente non ci sono indizi che possano indurre il sospetto che il poliziotto avesse pianificato il delitto, se non una frase, anch’essa pubblicata sui social dove Simone Cosentino scrive: «Tu quando manchi manca qualcosa di bello».

Ma Alice è sempre stata con lui, «in casa con le bambine che amava e seguiva con grande attenzione», ricorda un poliziotto collega di Cosentino alla Polstrada di Torino, anche lui sconvolto per il raptus di follia che ha distrutto una famiglia.

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