resize_then_crop_753_422
Buonanotte

Tuttospot

Nel 2009 Maurice Saatchi (fondatore di una fra le più importanti agenzie pubblicitarie del mondo) scrisse provocatoriamente sul Financial Times che “la pubblicità è morta”. La sua non era una provocazione: se c’è unsettore serio, scientifico, all’avanguardia nella ricerca, nei sondaggi e nell’esplorazione della psiche umana, è quello della pubblicità. Alla base di quanto afferma Saatchi c’è un dato: la nostra capacità media di memorizzare un messaggio oltre le 24 ore è calata di due terzi in dieci anni.

Due lustri fa, sei persone su dieci ricordavano un nuovo spot oltre il giorno dopo. Oggi solo due. Ed è sempre meno efficace il rimedio di alzare il livello provocatorio, come fa il cinema Usa, dove imperano il sensazionale, il colossale, l’effetto speciale miliardario. Inutile. Il pubblico si abitua, e nel film successivo bisogna“provocarlo”di più. Gli spot hanno seguito fatalmente la stessa via. I classici tormentoni (le gags o gli slogan ripetuti all’infinito: “signora, mi dà il suo fustino, gliene do due in cambio…”) non avevano più effetto, e così sono arrivati gli effetti speciali (le auto che si trasformavano in robot…), le parolacce, il sesso fino ai limiti del porno, la demolizione di ogni tabù (pensate alle nostre cene invase da immagini di mestrui, dentiere e acari giganti…), ma sempre invano, perché la nostra attenzione si difende, e la sua soglia arretra.

Guardiamo e non vediamo. Vediamo e non ricordiamo. Quando saremo all’abulia, forse finalmente usciremo in strada e guarderemo in su. Quanto tempo è che non guardate più il cielo stellato o le nuvole al tramonto? Valgono più di mille spot.

collino@cronacaqui.it

Condividi sui social:

Scopri inoltre...

Buonanotte
EDITORIALE DEL GIORNO
banners
Precedente
Successivo
Precedente
Successivo