LA TESTIMONIANZA

Tutti costretti nella “Bolla del virus” a tentare di creare una nuova serenità

Ottavio Davini, medico e scrittore

Non so quanto il dottor Ottavio Davini, medico in pensione, già direttore sanitario delle Molinette, avesse immaginato che il suo “diario” della pandemia sarebbe stato semplicemente una prima parte. E invece il libro esce adesso, in piena seconda ondata e leggerlo significa non tanto comprendere quanto ci è accaduto a marzo, ma ritrovare se possibile gli strumenti per andare avanti anche adesso, mentre tutto è più difficile.

Nella bolla del virus” (Neos, 18 euro) ha un sottotitolo esplicativo e quanto mai esatto: cronache dalla vita sospesa. Perché questi sono stati i giorni che abbiamo vissuto a primavera, questi sono i giorni che stiamo e dobbiamo ancora vivere.

Il racconto di Davini, seppur consulente delle Molinette ma non certo in prima linea, è il diario di un uomo che attinge alle conoscenze e ai mezzi a disposizione per capire e intanto va avanti: le cene con amici e figli diventano via Skype, la spesa diventa operazione da pianificare militarmente, fuori dalla finestra c’è silenzio mentre i canali televisivi sono pieni del rumore di esperti e presunti tali. Fino alla libertà, non prima di una specie di “sindrome di Stoccolma” quando Davini sembra non voler terminare la quarantena, per avere ancora tempo di leggere, di studiare. Come se la normalità fosse divenuta l’anormalità.

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