Baffoni
Cultura
ROMA

Tutte le “Analogie” tra avanguardie

Si è aperta il 7 ottobre alla Futurism & Co l’esposizione curata da Andrea Baffoni

Bello pensare a quei momenti storici ricchi di stimoli, in grado di generare dal cambiamento riflessione, creatività, quel sapere andare oltre che agli inizi del Novecento si tradusse nel mondo della cultura in avanguardie ancora oggi attuali e per certi versi ineguagliate. L’Italia fu un esempio eclatante con il suo Futurismo, movimento fondato nel 1909 da Filippo Tommaso Marinetti, da sempre oggetto di studio per la capacità di anticipare ciò che sarebbe avvenuto.

Ma il Futurismo non fu solo e, oggi, viene messo a dialogare con le altre avanguardie artistiche internazionali con cui viaggiò in parallelo, nella mostra che si è aperta il 7 ottobre scorso a Roma presso la Galleria Futurism & Co (via Mario de’ Fiori, 68) dal titolo “Analogie – I futuristi e le avanguardie europee”. Curata da Andrea Baffoni (autore anche dell’elegante catalogo che si chiude con i saggi di Massimo Duranti e Roberto Brunelli), l’esposizione propone un viaggio in cui ammirare opere di Giacomo Balla in dialogo con Picasso o Kandinskij, o ancora di un Carrà accanto a Paul Klee. Per non parlare degli stimolanti confronti tra un Depero con Masson e Kokoschka, un Boccioni con Kupka, un Dottori con Delaunay o un Prampolini, con Gleizes.

«E c’è di più – spiega Baffoni – una cosa molto importante da dire è che questa mostra riporta nel suo percorso anche un quadro “anonimo” trovato in casa Balla, appartenente, probabilmente, a uno dei tanti pittori che frequentavano lo studio dell’artista nato a Torino. Questo dimostra quanto il movimento futuristico sia stato una vera scuola in grado di protrarre i suoi insegnamenti nel tempo».

Un’esposizione facilmente fruibile, anche se: «Il rapporto dialettico tra Futurismo e avanguardie è molto facile e piacevole da capire dato il calibro degli artisti – spiega ancora Baffoni – ma, se si vuole approfondire come abbiamo fatto nel catalogo, ci sono temi anche più complicati. La cosa intrigante è vedere le ballerine di Balla accostate a Picasso, per esempio, e farne un’analisi profonda con risultati che arrivano ad essere davvero complessi».

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