GreenPass
Salute
IL CASO Un errore nel sistema informatico sanitario

Tutta colpa di un “baco”: 10mila torinesi vaccinati restano senza Green Pass

Chi ha contratto il virus ha ricevuto una certificazione sbagliata: «Così non possiamo partire per le ferie»

Sono almeno 10mila le persone che tra Torino e provincia, vaccinati con due dosi o guariti (ai quali è stata somministrata una dose di vaccino), sono rimasti senza Green Pass. Non hanno ricevuto, infatti, sms o mail con il codice per ottenere il “salvacondotto”. Un numero enorme e imprevisto causato da un disservizio del sistema informatico. Una fonte confidenziale in seno al Cts, conferma che un “baco” «è il colpevole del mancato invio del codice necessario per ottenere il Green Pass, anche se si sta lavorando con l’obiettivo di risolvere il caso entro pochi giorni». Natu – ralmente le proteste, con telefonate e mail (qualcuno si è anche rivolto al suo legale) si sono fatte sentire, specie da chi attendeva e continua ad attendere il documento per partire per le vacanze all’estero e ora si trova inchiodato in città non sapendo cosa ne sarà del suo imminente futuro.

L’odissea dei torinesi

Un’odissea che tocca anche coloro che hanno contratto il Covid 19 e che dopo aver ricevuto la prima dose di vaccino (non necessitano della seconda) hanno pensato di aver chiuso la pratica con il virus, ottenendo il via libera. In effetti sull’app Io tutti hanno ricevuto il Green Pass, peccato che in molti, leggendo con attenzione il documento, hanno capito di avere tra le mani una certificazione non idonea. «Dovevo recarmi in Croazia per le ferie – racconta Silvio Veronese, 48 anni -, ma da quasi un mese lotto con la burocrazia perché il mio pass è sbagliato e non c’è verso di venirne a capo. Mi viene chiesta una seconda dose per essere in regola ma io in realtà devo farne solo una. Così il mio Green Pass è poco più che un pezzo di carta».

Come Silvio in molti, in questi giorni, stanno allertando la Regione e il Ministero della Salute per sbloccare questo empasse. Cosa che sembra impossibile, per il momento. Il sito del Governo informa, ancora oggi, a domanda di rito, che il Green Pass corretto arriverà entro il 30 giugno. Ma siamo al 17 luglio e la situazione è ancora bloccata. Qualche problema, però, si avverte non solo a livello informatico ma anche nei semplici controlli. Prendiamo per esempio i trasporti. All’aeroporto di Caselle non c’è personale che fermi i torinesi in partenza per le vacanze estive. Qualcuno potrebbe tranquillamente cercare di eludere il sistema, presentandosi senza Green Pass o tampone negativo.

E così i tracciamenti rischiano di nuovo di saltare, proprio quando la strada sembrava quasi in discesa. Intanto sulla necessità di adottare o meno il modello francese Macron (un Pass anche per andare al ristorante) è intervenuta la sindaca di Torino, Chiara Appendino. «Mi sembra una proposta sensata – ha dichiarato Appendino -. E’ una ipotesi da valutare alla luce di quelli che saranno i nuovi contagi».

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