Sagrada_Familia_02
Buonanotte

Turistodromi

Davanti al caso dei cittadini di Barcellona che si ribellano all’eccesso di turisti, Gramellini se la cava con un frettoloso “dovevate pensarci prima”. Troppo facile. E come? Chiudendo Sagrada Familia, casa Batllò e musei vari? Mettendo i tornelli alla Ciutat Vella e facendo pagare l’accesso? Tra l’altro quest’idea è già stata ventilata per Venezia, che ha lo stesso problema. Ma è così dappertutto, dalle città d’arte alle cinque terre, e in tutti i turistodromi dove i visitatori si accalcano a centinaia di migliaia ogni giorno, e spesso fanno danni. Certo, gli operatori turistici se la prendono col “turismo straccione”, quello dei saccopelisti, dei pizza al trancio sui gradini delle chiese, dei tuffi nelle fontane, perché vorrebbero solo turisti ricchi da spennare, riempiendo alberghi scadenti, ristoranti da corsa e boutiques, ma non si può. Contro il caro- alberghi dilaga fra i giovani Air B& B, contro il caro viaggi le compagnie low cost, contro il caro pasti il kebab. Due robe nello zaino, e via. I turisti, straccioni o no, saranno sempre di più, si stima che il 20% della popolazione mondiale lo sia, occasionalmente o meno. Fa un miliardo e trecentomila valigie in giro per il globo. E l’Italia, nel contesto europeo, non è affatto ai primi posti degli arrivi. Chi vuole vedere dal vivo i gioielli deve rassegnarsi ai turistodromi. Sono ben altri i “ turisti” di cui preoccuparsi. Quelli che stanno arrivando dal terzo mondo nel primo, per restarci. Vengono in tutti i modi, coi gommoni, in camion, a piedi, persino a nuoto, sfidando la morte. Se la ridono dei muri e dei mari. Figurati dei tornelli.

collino@cronacaqui.it

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