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Il Borghese

I turisti della serranda

Sempre bello passeggiare per il centro di Torino, anche nelle giornate torride, concedersi una sosta in qualcuno dei molti locali che punteggiano le piazze, le vie pedonali, i portici, oppure scoprirsi turisti nella propria città e trovare finalmente il tempo di visitare un museo, una galleria d’arte. Ma per chi ama il turismo un poco avventuroso, ci sono altri itinerari, tutti in periferia, tanto che verrebbe voglia di consigliarli ai visitatori che arrivano dall’estero (d’altra parte, ho visto una guida condurre una comitiva di giapponesi con tanto di ombrellini parasole a visitare la Rinascente…). Questi itinerari sono quelli battuti da chi deve provvedere alle quotidiane incombenze come la spesa. Panetterie, verdurieri, bar: ovunque si trovano serrande abbassate e ci si deve ingegnare come Indiana Jones per scovare il negozio aperto. Non siamo certo ai tempi di “serran da selvaggia”, ma è pur vero che fa effetto notare più parrucchieri aperti che macellai. Personalmente sono colpito non tanto dalle serrande abbassate, ma dal fatto che molte potrebbero non rialzarsi alla fine di agosto. Sono quelle dove il cartello “chiuso per ferie” non c’è oppure non riporta una data di riapertura. Come se l’arrivo dell’estate fosse il segnale dell’inutilità di resistere alla crisi e alle difficoltà. Quando ci si rende conto che, pur non volendo andare in ferie (o non potendoselo permettere), conviene di più chiudere, almeno si risparmia l’energia elettrica.

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