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Turchi, russi, austriaci: ecco la Babele granata

Solo tre gli italiani, poi diciassette nazionalità diverse

Non solo mix di giovani ed esperti, ma anche e soprattutto una miscela di culture e nazionalità diverse. È un Toro totalmente internazionale, gli stranieri di fatto sono proprio gli italiani: sono appena cinque, infatti, su 27 giocatori in rosa. Anche se, a conti fatti, sono soltanto tre (Buongiorno, Ricci e Pellegri), dal momento che Gemello è il terzo portiere ed Edera è in fondo alle gerarchie. Una scelta, quella del Toro, che non lascia particolarmente contento il commissario tecnico Roberto Mancini, anche se i tre “azzurri” sono potenzialmente convocabili nel breve o medio periodo.

Poi, i granata parlano straniero: le nazionalità sono praticamente raddoppiate nel giro di un anno, passate dalle 9 del 2021/2022 alle 18 di quest’oggi. C’è pochissimo Sud America, però, con l’unico rappresentante che è il paraguayano Sanabria. Dall’est Europa, invece, i granata hanno pescato tantissimo: la colonia serba rappresentata da Milinkovic-Savic e Lukic si è rinforzata con l’arrivo di Radonjic, il tecnico Juric ha accolto il suo connazionale croato Vlasic, poi c’è l’Albania di Berisha e il Kosovo di Vojvoda. E ancora il ceco Zima, l’austriaco Lazaro, i francesi Adopo, Karamoh e Bayeye, la Russia di Miranchuk.

A distanza di più di 25 anni dall’ultima volta, inoltre, i granata hanno accolto un turco: nel 1995 fu Hakan Sukur, il primo e unico prima dell’arrivo del giovanissimo Ilkhan, protagonista in negativo della trasferta di Milano contro l’Inter. In estate, poi, è arrivato anche un rinforzo dall’Olanda, con Schuurs che ha seguito le orme di Van de Korput. Chiudendo il giro dell’Europa si va in Polonia, a casa Linetty, rigenerato e ormai un punto fisso dell’undici titolare di Juric. Si scende così in Africa, visto che il Toro ha diversi giocatori anche del Continente Nero: il nigeriano Aina (nato e cresciuto in Inghilterra), gli ivoriani Singo e Djidji (anche se il difensore ha il passaporto francese per essere nato vicino Parigi) e il senegalese Seck.

Infine, chi arriva da più lontano è il classe 2002 Garbett: il centrocampista, infatti, è nato a Londra, ma la sua nazionalità è neozelandese. Tutti i continenti racchiusi in un’unica squadra, così il Toro prova a tornare internazionale: l’obiettivo che non si vuole dichiarare è l’Europa, cui i granata tenteranno l’assalto con un mix di giocatori provenienti da ogni parte del mondo.

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