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Accertamenti su decine di ex dipendenti

L’INCHIESTA. Tumori tra i lavoratori, indagine in Procura sugli stabilimenti Fiat

Depositata ieri la denuncia di una vedova: «Mio marito è stato ucciso dall’amianto»

Il riserbo, in procura, è massimo. La cautela d’obbligo. Ma l’indagine c’è. E gli accertamenti proseguono, seppur con i tempi che la delicatezza di questo tipo di inchieste richiede. A finire sotto la lente dei magistrati la salute degli operai di alcuni stabilimenti Fiat, tra cui Mirafiori. Qualcuno si è ammalato, qualcun altro è morto di tumore. E il compito degli inquirenti, adesso, è quello di stabilire se le patologie possano in qualche modo essere correlate con il lavoro svolto per la casa automobilistica torinese.

Il fascicolo, aperto nel 2014 quando il pool che si occupa di malattie professionali era ancora coordinato dall’ex procuratore aggiunto Raffaele Guariniello, è stato assegnato al pubblico ministero Gianfranco Colace. E a quanto pare, continua ad aggiornarsi.

L’ultima denuncia-querela che potrebbe confluire nel procedimento, il numero 38781/ 14, è stata depositata ieri, indirizzata alla Procura di Torino e firmata dalla vedova di S. M., un operaio ucciso da un mesotelioma.

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