Tumore anale: il Papillomavirus è responsabile di circa il 90% dei carcinomi. Oggi il webinar dell'Associazione Prevenzione Tumori (foto: depositphotos)
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Oltre 10.000 piemontesi convivono con questa neoplasia

Tumore della prostata: in Piemonte 3mila nuovi casi ogni anno

Importante traguardo per la Città della Salute di Torino: il Percorso Diagnostico-Terapeutico-Assistenziale certificato dall’Ente Internazionale Bureau Veritas

In Piemonte ogni anno si contano circa 3.000 nuovi casi di cancro della prostata e si stima che oltre 10.000 piemontesi convivano con questa neoplasia. La Città della Salute di Torino mette a segno un obiettivo prestigioso nel trattamento dei tumori della prostata: il Percorso Diagnostico-Terapeutico-Assistenziale (PDTA) per questa neoplasia ha ottenuto la certificazione UNI EN ISO 9001:2015 dall’Ente Internazionale Bureau Veritas, nell’ambito di un progetto che è stato reso possibile grazie al sostegno incondizionato di Astellas ed al supporto organizzativo di OPT, il provider deputato a preparare i Centri alla certificazione.

Con questo programma di certificazione, la Città della Salute, riferimento regionale per l’Oncologia, si propone sempre più come punto di attrazione per la gestione ed il più efficace trattamento del paziente oncologico e, nel caso specifico, del paziente affetto da neoplasie prostatiche che rappresentano patologie molto frequenti tra gli over 60.

«La certificazione ISO del percorso diagnostico-terapeutico del tumore prostatico ci aiuterà in qualche modo a fronteggiare la criticità cui potrebbe andare nuovamente incontro il nostro sistema sanitario in questa seconda ondata pandemica da Covid-19 – dichiara Paolo Gontero, Direttore Urologia universitaria della Città della Salute di Torino e Responsabile del Pdta – Il carcinoma della prostata è un tumore molto frequente e diagnosticare questo tumore quando ci sono già i sintomi significa essere arrivati tardi. Abbiamo avuto come conseguenza dell’emergenza sanitaria una importante riduzione delle diagnosi di tumore della prostata, circa -60% di casi: abbiamo, quindi, un sommerso non diagnosticato che parte da marzo ed ora ci troviamo di fronte alla seconda ondata e si rischia una seconda paralisi di questo processo diagnostico-terapeutico».

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