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PINEROLO Specialisti del raggiro

Truffe ai pensionati in serie: presi i nomadi finti postini

La coppia di sinti ha ricevuto un foglio di via con divieto di ritorno

Promettevano un aumento della pensione, a patto di controllare che le banconote presenti in casa fossero buone. Così una coppia di sinti, un uomo e una donna, residenti nel Pinerolese, ha truffato due persone nel Cuneese, a Paesana e Barge, fallendo un terzo colpo.

I carabinieri della Compagnia di Saluzzo sono riusciti a bloccarli a Revello e li hanno deferiti in stato di libertà. I militari li hanno fermati mentre stavano tornando a casa e nella loro auto hanno trovato banconote di diverso taglio che erano una parte dei proventi della collaudata truffa.

Il modus operandi era semplice. Sceglievano un anziano come vittima, l’uomo parcheggiava l’auto, un’utilitaria grigia, poco lontano dalla sua abitazione e attendeva che la donna recitasse la sua parte. Lei si presentava come un dipendente dell’ufficio postale del paese, che doveva svolgere dei controlli sul contante in casa: convinceva infatti la vittima che le spettava un aumento della pensione, ma solo dopo aver verificato la validità delle banconote, perché quelle “fuori corso” andavano sostituite. Una volta che la vittima consegnava le banconote, la donna le chiedeva un documento di identità e, mentre lei lo cercava, si dava alla fuga indisturbata.

Il primo colpo è stato giovedì a Paesana, con un bottino di circa 300 euro, dopodiché i due truffatori hanno tentato di ripetersi in paese, ma stavolta sono stati sfortunati perché la vittima non aveva soldi con sé. Hanno deciso quindi di spostarsi a Barge, dove hanno messo nel mirino un uomo di 90 anni, che ha consegnato loro 4mila euro.

La giornata, però, si è chiusa con una denuncia per il reato di truffa pluriaggravata e il questore di Cuneo ha emesso nei loro confronti un “foglio di via obbligatorio” con contestuale “divieto di ritorno” per tre anni nei Comuni di Barge e Paesana.

Ma la vicenda potrebbe non chiudersi qui, perché sono in corso ulteriori indagini per accertare l’eventuale coinvolgimento dei due sinti indagati in pregressi episodi di truffa o di furto in abitazione ai danni di persone di minorata difesa.

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