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Cultura
LA SCOPERTA

Trovata la tomba del Palagi: «Il morto mi ha chiamata»

I resti del famoso architetto al Monumentale: «Aumentiamo le visite»

Nessuno pensava che fosse stato sepolto a Torino, invece la tomba di Pelagio Palagi, noto pittore, scultore, architetto e disegnatore d’interni dei Savoia, nonché il papà della statua di Amedeo VI di Savoia, detto il Conte Verde davanti al Municipio, è stata ritrovata al Monumentale, sotto le volte della prima ampliazione del cimitero all’arcata 51. Un angelo accoglie il visitatore tra lastre di marmo e pietra lucida, dal portone e si accede a uno spazio dedicato alle visite mentre al piano di sotto, tra i vari loculi della famiglia Solei, spunta anche quello del architetto. L’artista realizzava i disegni e le decorazioni da apporre sulle tende realizzate dai Solei per la casa reale, e tra i due nacque un rapporto di stima e di amicizia profondo che continuò anche dopo la morte, tanto che la famiglia decise di ospitare Palagi nella sua tomba. Nato a Bologna nel 1775 e morto a Torino il 6 marzo 1860, Palagi per gran parte della sua vita prestò i suoi servigi a Carlo Alberto di Savoia che gli assegnò l’incarico del castello di Pollenzo. Sua anche la cattedra di Ornato dell’Accademia delle Belle Arti. Prima di morire a 84 anni Pelagi fece testamento e nominò il Comune di Bologna erede delle sue opere d’arte, degli oggetti di cui era collezionista, della biblioteca e dell’archivio. Per questo si supponeva che anche il suo corpo fosse stato seppellito a Bologna. Il luogo della sepoltura non è mai stato conosciuto fino a quando Renata Santoro, responsabile della promozione culturale di Afc Torino Spa, durante la ricerca nell’archivio storico della tomba della famiglia Solei, lesse il nome di Pelagio Palagi. «Leggendo i fascicoli dell’archivio Solei mi è caduto l’occhio su un nome particolare, Pelagio Palagi, è stata una grande emozione scoprire che fosse sepolto al cimitero Monumentale contro ogni aspettativa – ha spiegato Renata Santoro, la scopritrice del suo loculo, che ieri, in conferenza stampa a Palazzo Chiablese, ha anche rivelato una sua dote particolare -. A volte mi sembra che i morti mi chiamino» dice sorridendo. All’incontro erano presenti anche la Soprintendente dei beni archeologici del Piemonte, Luisa Papotti, e l’assessora comunale Chiara Foglietta: «Stiamo effettuando un lavoro con l’assessore Purchia – ha spiegato Foglietta – per ampliare il numero delle visite in questo bellissimo cimitero».

Nel frattempo il “designer” ritrovato verrà ricordato anche con un leggio nello spazio antistante diventando una delle mete dei percorsi culturali all’interno del cimitero di corso Novara. Nella ricerca partita da Torino è stata coinvolta anche la città di origine dell’artista, la Certosa di Bologna e gli esperti del Museo del Risorgimento. Da questa collaborazione è nata l’idea di realizzare un seminario su Palagi, organizzato da Afc Torino Spa e dalla Commissione di garanzia per la qualità delle opere cimiteriali della Città che si terrà al Castello del Valentino in autunno, nell’ambito del ciclo di incontri su arte, architettura, cultura e natura, per approfondire le tematiche cimiteriali.

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