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Buonanotte
EDITORIALE DEL GIORNO

Troppo facile?

Negli ultimi giorni ecco due “discese in campo” illustri sulla legittimità del green pass: il manifesto firmato da 150 docenti universitari (tra cui lo storico Alessandro Barbero) e il comitato per il referendum contro passaporto verde, che ha nel comitato promotore docenti universitari, avvocati, magistrati e anche il giornalista Carlo Freccero, ex direttore di Rai 2, Rai Sat e Rai 4, con simpatie politiche pidiessine e di recente pentastellate. L’altra sera a Zapping (Radio Uno) un noto costituzionalista parlava di referendum. Quello sulla legalizzazione della cannabis ha raggiunto in pochi giorni le 500mila firme necessarie e quello sull’eutanasia ne ha già raccolte 900mila, grazie alla comodità della firma digitale. Nelle stanze del potere è allarme rosso. E così ho sentito il costituzionalista invocare una riforma costituzionale che aumenti sensibilmente il numero di firme necessario “perché la raccolta in rete è troppo facile”. Sono allibito. Forse che i nostri padri costituenti avevano in mente nel 1947 di limitare i referendum perché il popolo ‘sovrano’ non si montasse la testa? Il referendum è la più semplice e diretta forma di esercizio della sovranità popolare, tanto che in Svizzera ne hanno fatti già 79 solo dal 2000 in poi. Su di tutto: acquisto nuovi aerei da combattimento, protezione uccelli selvatici, giochi d’azzardo, riforma delle pensioni, tasse automobilistiche, prezzo fisso dei libri, ecc. E non ci vengano a dire che un eccesso di consultazioni costerebbe troppo. Hanno solo da organizzarsi per il voto telematico, come nei paesi civili. L’impressione è invece che per i manovratori il popolo debba sempre e solo ubbidire, tacere e pagare.

collino@cronacaqui.it

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