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Cronaca
NICHELINO

Troppi giovani fuori controllo. Il Comune si affida ai murales

Controlli rafforzati in città, decine di persone sanzionate per gli assembramenti
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Dalla partita di calcetto all’aperitivo fuori dall’orario consentito, dalle scorribande in notturna agli assembramenti fuori dai bar. Con l’arrivo delle ferie pasquali si intensificano i controlli anticovid in provincia e Nichelino si conferma, per ora, maglia nera dell’hinterland torinese. Qui i militari della locale tenenza supportati dai carabinieri del 1° Reggimento Piemonte hanno fermato e sanzionato 29 persone, per violazione del divieto di mobilità in zona rossa. Di queste, 12 erano assembrate all’esterno di un caffè di via XXV Aprile, che è stato chiuso per 5 giorni. Negli scorsi giorni nel corso di una serie di controlli che ha coinvolto in special modo i quartieri Boschetto e Castello, zone di casermoni popolari, le persone identificate e sanzionate sono state addirittura 60. Trasgressioni che, come riportano dati di cronaca, si moltiplicano soprattutto tra giovani e giovanissimi, particolarmente colpiti dal lungo periodo di pandemia che ha tolto loro dalla scuola allo sport, dalla possibilità di frequentare gli abituali luoghi di aggregazione al semplice stare insieme intorno al tavolino di un pub. In questo raggio di azione si collocano le attività del Nichelino Urban Lab, luogo di aggregazione e partecipazione del centro giovanile Open Factory, hub culturale che ora si è spostato anche in strada, con il coinvolgimento dei ragazzi in attività di recupero degli spazi urbani attraverso il murales. Ne sono nati tre in altrettante zone “difficili ”. «Abbiamo chiesto ai ragazzi quali erano i temi che volevano affidare al muro. Sono nate tante idee: la libertà di pensiero e movimento, l’ambiente, la natura e la memoria che è la protagonista dell’ultima opera dipinta sui muri di una scuola in zona Coop – introduce Fiodor Verzola, assessore alle Politiche giovanili – Il patto è intercettare i ragazzi con ciò che li appassiona e inserire nelle attività storia e cultura». Da queste mosse prendono vita i laboratori di rap del Factory e parallelamente le attività nelle scuole. «C’è un discorso legato alle dipendenze non solo da sostanze, ma anche da social network – prosegue Verzola – Tocchiamo argomenti come l’odio, il revenge porn, il cyberbullismo. Non stiamo mai fermi, ma venendo a mancare la scuola il lavoro di intercettazione diventa più difficile».Verzola non ci sta a etichettare Nichelino come nuovo Bronx. «Il disagio che si registra è identificabile a quello di tante realtà italiane ed è dovuto alla mancanza di investimenti, di spazi di protagonismo e confronto adeguati, al fatto che sono venute a mancare le attività in cui i giovani possono esprimersi. Il nostro Comune ha dimostrato di saper essere laboratorio culturale su varie espressioni, ma ci vuole una cabina di regia superiore, composta da esperti, che trovi nuove chiavi di lettura e soluzioni».

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