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Cronaca
L’ANNIVERSARIO

Trent’anni senza Montesano, il «commissario di Torino»

La moglie del superpoliziotto: «Era un servitore dello Stato»

Sono le piccole cose che suggellano la grandezza di un uomo. È stato così anche per il super commissario Giuseppe Montesano, scomparso trent’anni fa, il 20 maggio 1990. Le piccole cose che oggi ricorda la vedova, Adriana Di Lullo: «All’Ideal proiettavano la prima di “Un uomo, una città”, con Enrico Maria Salerno. L’attore aveva preso spunto da Montesano – la signora Di Lullo, quando si riferisce al marito lo chiama, forse per vezzo, sempre per cognome o qualifica – per interpretare il ruolo di un commissario di polizia. Montesano viene a casa e mi porta al cinema. Ma lo sa lei che abbiamo fatto la coda come tutti? Lui non si sarebbe mai permesso di mostrare un tesserino per entrare in un locale prima degli altri o per non pagare il biglietto». Un fedele e geniale servitore dello Stato (questo è ormai risaputo), ma anche e soprattutto, una persona perbene. Nella rettitudine e nell’onestà si ritrova specchiata l’intera esistenza del super commissario.

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