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VILLASTELLONE

Trenta migranti nel nuovo centro, il sindaco dice no alla Prefettura

Davide Nicco: «Soluzione non idonea per i cittadini e per gli ospiti»

«MIgranti? No, grazie». Sono più o meno queste le parole che il sindaco di Villastellone ha detto in Prefettura, dov’è stato convocato venerdì per comunicargli l’intenzione di destinare trenta migranti al suo paese, uno dei pochi a non accoglierli in provincia di Torino. «Mi hanno parlato di aprire, tramite un’associazione onlus, un centro di accoglienza, in un vecchio immobile di fronte al municipio, messo a disposizione dal proprietario non residente a Villastellone» spiega il primo cittadino Davide Nicco in un comunicato pubblicato ieri su Facebook. Subito dopo è lui stesso a chiudere il discorso: «Il Comune ha espresso un motivato parere negativo. Però la nostra posizione non è vincolante: la Prefettura potrebbe procedere lo stesso».

Il sindaco, a capo di una lista civica rivolta verso il Centrodestra, spiega le motivazioni del suo diniego: «L’immobile è fatiscente, ha impianti idraulici e elettrici non a norma, non rispetta le norme di sicurezza. Poi potrebbe ospitare al massimo tre abitanti per ogni alloggio, non dieci in un alloggio di 50 metri quadrati, come prospettato: le norme devono essere uguali per tutti, italiani e migranti».

Poi Nicco critica la localizzazione: «Si tratta di uno stabile nel pieno centro del paese, in una zona fortemente commerciale e privo di una zona di sfogo necessario per un insediamento a così alta densità».

Infine c’è una questione numerica: l’accordo fra Comuni e Ministero prevede al massimo 2,5 migranti ogni 1.000 abitanti. Quindi a Villastellone, che ha meno di 5 mila residenti, toccherebbero meno di 15 “ospiti”, non 30: «Gli accordi vanno rispettati, soprattutto se si tratta di istituzioni pubbliche».

Il sindaco si dice deciso a farsi valere: «Saremo fermi sulle nostre ragioni, sia di merito che di diritto, non per mancanza di spirito collaborativo, ma perché la soluzione prospettata ci sembra davvero non percorribile ed inidonea sia per i villastellonesi che per gli stessi migranti. Comprendiamo le difficoltà della Prefettura e siamo solidali con il Prefetto, costretto a trovar posto ogni giorno ad un numero sempre crescente di migranti. I quali, a causa di scelte istituzionali molto discutibili a livello nazionale e internazionale, continuano a sbarcare e a dover essere accolti quasi solo in Italia».

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