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La città di una volta

Trenino e tram in corso Francia per muoversi da Torino a Rivoli

Da piazza Statuto, sulla linea percorsa oggi dalla metro

Dove oggi c’è la stazione della Metropolitana Principi d’Acaja (e dove si trovava la stazione della prima ferrovia italiana a scartamento ridotto) al civico 6/b di corso Francia, oggi un busto in bronzo con epigrafe commemora il suo realizzatore, Giovanni Battista Colli. Prima della metropolitana, in corso Francia ci si spostava così: con una linea perfettamente rettilinea che collegava piazza Statuto a piazza Martiri, a Rivoli.

Corso Francia appariva davvero molto diverso da oggi, in quanto ospitava il sedime per la corsa dei tram e dei filobus; vi erano poi le stazioni, alcune delle quali monumentali come quella di piazza Statuto, un vero gioiello architettonico sciaguratamente demolito alla fine della seconda guerra mondiale per far posto al moderno grattacielo che svetta all’ingresso di corso Francia. La tranvia, che attestava in una stazione dalla forma vagamente rinascimentale, era stata attivata lo stesso giorno dell’inaugurazione del traforo del Fréjus, il 17 settembre 1871; l’inaugurazione avvenne alla presenza delle autorità locali il successivo 1º ottobre. Rivoli non era stata inclusa nel tracciato della ferrovia Torino-Susa, inaugurata nel 1854, così quindici anni dopo, il cavalier Colli aveva proposto il suo progetto che fu subito realizzato: si trattava della prima ferrovia a scartamento ridotto in Italia, soprannominata dai torinesi la “s-cionfëtta”.

In realtà, su corso Francia si affiancarono presto ben due linee: la ferrovia a vapore del Colli, che correva sul lato nord del corso, fino a via Palmieri in galleria e poi in trincea, e una ferrovia economica (una linea tram), inaugurata nel 1882. In pratica, treno e tram coesistettero fino al 1914, anno in cui furono mandate in pensione e sostituite da una unica linea di tram elettrico. Per andare da Torino a Rivoli ci voleva all’incirca mezz’ora. Purtroppo questa linea, che correva veloce su binari non isolati dal resto della strada, divenne celebre per le tragedie che regolarmente avvenivano lungo il suo tracciato. Tra le vittime del “trenino per Rivoli” vi fu il calciatore granata Giuseppe Maina, che morì a soli 34 anni il 19 settembre 1942.

Anche per questo il tram era soprannominato “tritatutto” proprio per l’elevato numero di morti che lasciava sul suo percorso. Nel 1950 fu accertata la sua obsolescenza e fu “giubilata”, sostituita con una più moderna rete di filobus. La filovia fu attiva dal 1955 al 1979, e rispetto al vecchio impianto era più articolata: aveva infatti una diramazione per il centro di Collegno ed una per il centro di Grugliasco, entrambe inaugurate nel 1956. Il servizio permetteva una percorrenza più rapida, perché da un capolinea all’altro c’erano più o meno 20 minuti di tragitto. Inoltre, erano garantite ben 140 corse al giorno, con una frequenza analoga a quella della moderna metropolitana. Nel 1979 le corse cessarono, sostituite da una linea su gomma il cui tracciato fu poi di ispirazione per la realizzazione del metrò di Torino.

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