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Cronaca
Dopo gli accoltellamenti di due lucciole

Tremila squillo in città, nelle case e in strada: affari per 150 milioni

Il racket cerca di imporre la sua legge anche alle escort. Il fenomeno crescente della prostituzione delle cinesi

Di fronte all’ingresso del pied-à-terre di via Trino, dove nella notte di lunedì la giovane squillo romena, Roxana, è stata accoltellata, compare un invito inequivocabile. C’è uno zerbino con la scritta “Love” che introduce il cliente all’interno di un’alcova accogliente, così come lo sono quelle delle escort che a Torino vendono sesso, alcune anche a buon mercato. Nelle case e nelle strade il “giro della prostituzione”, conta quasi tremila meretrici in attività ogni settimana.

IL RACKET
Alcune si fermano qualche mese e sono vittime del racket sempre più potente e spietato, altre tentano di sfuggire ai tentacoli della piovra e lavorano autonomamente, «ma sempre con la paura di finire male». Perché, spiegano in questura, «la mafia che opera in questo settore (quella albanese, ma ci sono anche gruppi romeni, nordafricani e cinesi) cerca di controllare anche il mercato della prostituzione d’alto bordo, quello delle escort». In cambio di protezione i papponi ricevono una percentuale, ma spesso le squillo tentano di celare parte della loro attività, da qui le punizioni, le vendette, come gli accoltellamenti di lunedì di Roxana e Georgina, una di 24, l’altra di 29 anni. Oggi, per i clienti non è difficile individuare il luogo dove le lucciole lavorano, in casa o sulle strade. Sul web si possono consultare con estrema semplicità mappe interattive e aggiornate.

LE SQUILLO
San Salvario resta la roccaforte delle belle di giorno e di notte, la maggioranza delle escort che ricevono in città è dunque concentrata nel centro con 232 escort attive negli ultimi mesi. A raccogliere i dati è Escort Advisor, primo sito in Europa tra quelli dedicati alle escort e alle recensioni dei clienti. A seguire ci sono Borgo San Paolo (193), Cenisia (178) e Campidoglio (152). San Secondo (63), Nizza (59) e Barriera di Milano (58) stanno invece agli ultimi posti. «Inutile negarlo, la prostituzione esiste. Che non sia mai una scelta consapevole è un pregiudizio, radicato nella nostra società – commenta Mike Morra, ad di Escort Advisor -. Le squillo che si promuovono in modo autonomo su Internet sono lavoratrici autonome, che organizzano e gestiscono la loro attività».

CITTA’ A LUCI ROSSE
Secondo l’ultima indagine della Commissione Affari sociali della Camera, a Torino si concentra il 20% delle prostitute in Italia. Il capoluogo piemontese è al terzo posto, con una media di 902 escort sul territorio negli ultimi mesi. Prima Roma, con 1.856 e seconda Milano, con 1.694. Per trovare un’altra provincia piemontese bisogna arrivare al 38esimo posto, Alessandria, con 249 professioniste e Vercelli, 61esima con 112, entrambe uniche piemontesi nella classifica delle sessanta città più attive. Il costo medio per prestazione in Piemonte, si attesta tra i 115 euro di Cuneo e Asti e i 120 euro di Torino e Biella. La clientela è di livello, come del resto testimoniato due giorni fa da un residente di via Trino che abita proprio di fronte all’alcova di Roxana: «Di notte qui è un via vai continuo di auto di grossa cilindrata».

LUCCIOLE IN STRADA
Per ciò che riguarda la prostituzione in strada, i numeri sono presto detti e si evincono dalla mappa interattiva, aggiornata ogni 24 ore, sul sito web “OTR69 Map”. Le lucciole in città sono poco meno di un migliaio e si concentrano nei punti tradizionali della prostituzione torinese. A San Salvario (ragazze italiane e marocchine), corso Unità d’Italia (africane e ragazze dell’Est), corso Orbassano e corso Francia (africane), via De Sanctis (ragazze dell’Est), parco della Pellerina (ragazze dell’Est, africane e cinesi), zona cimitero (africane), corso Vercelli (nigeriane e ragazze dell’Est), via Reiss Romoli e corso Romania e corso Ferrara (ragazze dell’Est), strada Settimo (nigeriane). Zone particolarmente battute dalle lucciole africane, sono anche quelle circostanti Candiolo, Nichelino, Stupinigi e Beinasco.

IL FATTURATO
Un capitolo a parte, invece, riguarda la prostituzione di ragazze cinesi che sembra essere il fenomeno più recente. Sono le uniche che “lavorano” e vengono sfruttate nei centri massaggio, ma vi sarebbe un alto numero di cinesi anche tra le squillo di altro bordo che si promuovono sul web. Insomma, e per concludere, sia pur sotto traccia, la prostituzione in città continua ad essere uno dei principali business che, nel suo complesso, fatturerebbe una cifra che supera i 150 milioni l’anno, ma che appare sottostimata.

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