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IL CASO I furti sono avvenuti a distanza di pochi giorni a Quassolo e a Leinì. Indagano i carabinieri

Tre tombe profanate in due cimiteri, gioielli dei morti nel mirino dei ladri

Ossa intatte, ma è allarme: chiesta l’installazione di un sistema di videosorveglianza

Potrebbe essere in azione una vera e propria “banda delle tombe” nell’area metropolitana di Torino. Persone senza pietà, capaci di entrare nel cuore della notte nei camposanti, prendere di mira alcune tombe e profanarle per cercare di rubare i gioielli seppelliti insieme ai defunti. Due i casi nell’arco di pochissime ore. Prima a Quassolo, nell’eporediese. Poi a Leini, a est di Torino.

SPARITI I PREZIOSI

A Quassolo nella notte tra lunedì e martedì, i ladri hanno violato il loculo di una donna morta all’età di 36 anni e sepolta ben 51 anni fa. È probabile, ma non si sa come, che i saccheggiatori sapessero cosa vi si trovava all’interno. Infatti, accanto allo scheletro, che i ladri non hanno toccato, i parenti avevano adagiato una borsa con alcuni oggetti preziosi cari alla defunta. E sono proprio questi che i ladri hanno prelevato dopo aver rimosso la lapide e il muro di pietra.

A fare il macabro rinvenimento è stato un uomo recatosi a trovare i propri cari al camposanto e che ha visto la cassa aperta al di fuori del loculo. Subito ha avvertito il Comune che è intervenuto chiamando i carabinieri che ora indagano sull’accaduto. Il gesto è stato fortemente condannato dal sindaco di Quassolo Elena Parisi: «Credo sia stato il gesto di un folle, chissà cosa credeva di trovare. Spero che non si ripetano simili episodi».

OSSA INTATTE

A Leini, invece, i ladri hanno preso di mira due tombe nel cimitero di via San Francesco al Campo, in frazione Tedeschi. L’allarme è scattato attorno alle 8, quando i custodi del cimitero hanno scoperto la doppia profanazione, chiamando subito i carabinieri e optando per la chiusura temporanea del camposanto. Ignoti, al momento, i motivi che hanno portato i banditi a profanare le tombe di Teresa Teisa, morta nel 1949 a 79 anni, e di Teresa Mosso, morta nel 1928 a 47 anni. Le ossa non sono state toccate e al momento non risulta che siano stati rubati dei gioielli ma vista l’epoca delle sepolture è complicato averne la certezza.

I carabinieri di Leini hanno compiuto tutte le indagini di rito, cercando anche possibili impronte che potessero portare a stanare i responsabili. I militari leinicesi stanno anche cercando eventuali parenti delle due defunte. Anche per questo motivo non è ancora stata formalizzata una denuncia: la Procura di Ivrea è a conoscenza dell’accaduto. Un gesto condannato dall’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Gabriella Leone. E non è detto che, dopo quanto accaduto nella notte di venerdì, Palazzo Civico non decida di dotarsi di un sistema di videosorveglianza all’interno del camposanto, al momento non presente.

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